A San Ferdinando l'appello di mamma Elsa che chiede rispetto per suo figlio Paolo
«Io chiedo quello che spetta a mio figlio: comfort e spazi adatti a lui»: riferisce con determinazione la mamma di Paolo
giovedì 28 maggio 2026
17.04
Una situazione drammatica quella vissuta da Elsa, la mamma di Paolo Bonavita - il bambino che l'anno scorso abbracciò senza indugio papa Francesco, rimanendo da quel momento in poi nei cuori di tutti i presenti.
Elsa - in graduatoria per l'assegnazione di una casa popolare - chiede da tempo che la sua richiesta sia presa in considerazione al più presto a causa delle condizioni che si trova ad affrontare insieme a suo figlio Paolo affetto da gravi malattie degenerative. Oltre a Paolo, Elsa ha altre due figlie di cui occuparsi e poco tempo a disposizione per dedicarsi al lavoro.
Qual è la situazione attuale in cui lei e i suoi bambini vivete?
«Noi viviamo da più di 10 anni a casa dei miei genitori a San Ferdinando di Puglia. Si tratta di una villetta con annesso un giardino privato dove mio figlio Paolo trascorre parte del tempo pomeridiano in estate».
Di cosa ha bisogno la sua famiglia per vivere al meglio? E da quanto tempo chiede l'accesso a queste migliorie?
«Io chiedo quello che spetta a mio figlio: comfort e spazi adatti a lui. Quindi una stanza tutta sua con letto ortopedico e bagno con accesso per disabili considerando le varie patologie neurodegenerative di cui Paolo è affetto, tra cui: l'atassia spinocerebellare, autismo livello 3 non verbale, encefalopatia epilettica farmacoresistente, sindrome di West, malattia rarissima con mutazione del gene X, con ritardo psicomotorio e compromissione del linguaggio».
Una situazione, quella di Paolo, che gli causa continui risvegli notturni - spiega la madre: «Quindi l'ideale sarebbe una casa che non si trovi in ambito condominiale ma, piuttosto, una casa indipendente e a piano terra per le sue necessità».
«Paolo è il primo bambino in tutta Italia ad essere affetto da cinque patologie neurodegenerative - continua mamma Elsa - quindi io chiedo al comune di San Ferdinando di Puglia ed anche alla Regione Puglia di trovare una soluzione a tutto ciò, perché mio figlio merita rispetto».
Una situazione questa che va avanti da ormai diversi anni: «I servizi sociali sanno di Paolo da più di tredici anni, ma secondo me non immaginano minimamente come si vivi quotidianamente. Li invito a passare una giornata con me e Paolo, penso che non resisterebbero più un'ora!»: termina la mamma di Paolo con determinazione.
Elsa - in graduatoria per l'assegnazione di una casa popolare - chiede da tempo che la sua richiesta sia presa in considerazione al più presto a causa delle condizioni che si trova ad affrontare insieme a suo figlio Paolo affetto da gravi malattie degenerative. Oltre a Paolo, Elsa ha altre due figlie di cui occuparsi e poco tempo a disposizione per dedicarsi al lavoro.
Qual è la situazione attuale in cui lei e i suoi bambini vivete?
«Noi viviamo da più di 10 anni a casa dei miei genitori a San Ferdinando di Puglia. Si tratta di una villetta con annesso un giardino privato dove mio figlio Paolo trascorre parte del tempo pomeridiano in estate».
Di cosa ha bisogno la sua famiglia per vivere al meglio? E da quanto tempo chiede l'accesso a queste migliorie?
«Io chiedo quello che spetta a mio figlio: comfort e spazi adatti a lui. Quindi una stanza tutta sua con letto ortopedico e bagno con accesso per disabili considerando le varie patologie neurodegenerative di cui Paolo è affetto, tra cui: l'atassia spinocerebellare, autismo livello 3 non verbale, encefalopatia epilettica farmacoresistente, sindrome di West, malattia rarissima con mutazione del gene X, con ritardo psicomotorio e compromissione del linguaggio».
Una situazione, quella di Paolo, che gli causa continui risvegli notturni - spiega la madre: «Quindi l'ideale sarebbe una casa che non si trovi in ambito condominiale ma, piuttosto, una casa indipendente e a piano terra per le sue necessità».
«Paolo è il primo bambino in tutta Italia ad essere affetto da cinque patologie neurodegenerative - continua mamma Elsa - quindi io chiedo al comune di San Ferdinando di Puglia ed anche alla Regione Puglia di trovare una soluzione a tutto ciò, perché mio figlio merita rispetto».
Una situazione questa che va avanti da ormai diversi anni: «I servizi sociali sanno di Paolo da più di tredici anni, ma secondo me non immaginano minimamente come si vivi quotidianamente. Li invito a passare una giornata con me e Paolo, penso che non resisterebbero più un'ora!»: termina la mamma di Paolo con determinazione.