Medaglie d’Onore agli Internati Militari Italiani: riconoscimento al sanferdinandese Natale De Palo
Il prefetto Flavia Anania ha consegnato l’onorificenza alla nipote, Tina Ferreri Tiberio
mercoledì 23 settembre 2026
17.10
È stata celebrata nella giornata di ieri 23 settembre – a Barletta, nella sede del Palazzo del Governo - la 'Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale'.
Nell'occasione, il Prefetto Flavia Anania e i vari sindaci del territorio hanno consegnato ben sedici medaglie d'onore ai familiari di 16 cittadini della provincia i quali sono stati deportati, internati nei lager nazisti e costretti al lavoro coatto per l'economia di guerra: tra i 16 cittadini anche uno di origine sanferdinandese: Natale De Palo.«Tra gli insigniti della Medaglia d'Onore c'era anche mio zio, De Palo Natale nato il 29 aprile del 1924 e deceduto all'età di cinquant'anni il 27 dicembre del 1972» – ci riferisce questo la nipote Tina Ferreri.
«Fu catturato dai tedeschi nel settembre 1944 e deportato nei lager nazisti fino all'aprile del 1945 quando fu liberato il campo da parte degli Alleati. Tornò a San Ferdinando nell'agosto del '45, con mezzi di fortuna e in parte a piedi».
Dopo una ricerca storica e l'analisi di documenti inviati alla stessa dagli Archivi Arolsen Tina ci fornisce informazioni più dettagliate: «Risulta che mio zio fu internato nei campi di Marburg/Lanh, Kassel, Rotenburg, Jentra, dove fu impiegato ai lavori forzati, soprattutto nelle miniere di potassio e ardesia»: una storia che Tina ha deciso di raccontare nel suo libro - pubblicato nel 2025 - dal titolo 'Deportato nei lager del Terzo Reich. L'internato Militare Natale De Palo – un modo per far sì che il valore di questi uomini e l'orrore della guerra non venga dimenticato dalle generazioni future.
Ribadito anche dal prefetto Flavia Anania durante il suo intervento: «Siamo chiamati a ricordare il sacrificio e il coraggio di tanti nostri connazionali, soldati e civili, che all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre del 1943 rifiutarono di piegarsi e di collaborare con il nazifascismo – e ancora - la loro fu una scelta di dignità che li costrinse a patire la fame, il lavoro forzato, le violenze fisiche e psicologiche nei lager tedeschi: tanti tra loro non fecero mai ritorno a casa, mentre tanti altri hanno portato per sempre le ferite indelebili di quell'inferno».
«Il riconoscimento delle Medaglie d'Onore concesse dal Presidente della Repubblica, che abbiamo consegnato nelle mani dei familiari di 16 concittadini di questa provincia, è un tributo di gratitudine nei confronti di chi con la sua resistenza, morale e fisica, ha contribuito a gettare le basi per la nascita della nostra Repubblica e della nostra Costituzione».
Rivolge poi un invito ai familiari di questi uomini valorosi: «Ai familiari giunga l'invito affinché sappiano custodire nelle storie di famiglia il ricordo perenne degli eroi del nostro paese tramandandoli alle nuove generazioni».