Nel giorno del trigesimo di Giuseppe Distaso ancora tanta amarezza e risentimento

«Assenza di interventi concreti volti a garantire maggiore sicurezza»: parla la Coordinatrice cittadina di Forza Italia Giovani Rossella Ricco

lunedì 26 gennaio 2026 17.22
A cura di Anna Verzicco
Nel giorno del trigesimo di Giuseppe Distaso - il giovane diciottenne che ha perso la vita in un incidente stradale all'alba del giorno di Natale - è ancora tanta la sofferenza che incombe nei cuori di chi lo ha amato e continua ad amarlo. Una perdita che continua a destabilizzare i sanferdinandesi e tutti coloro che lo conoscevano. Ma insieme alla sofferenza regnano incontrastate l'amarezza e la rabbia per interventi che bisognava pianificare e mettere in atto nell'immediato e - al contrario - mai realizzati, anche dopo l'incidente.

Parla di questo Rossella Ricco - Coordinatrice cittadina di Forza Italia Giovani:

«Un mese fa, su quella curva, non si è fermato solo il tempo: si è fermata una vita - inizia così Rossella Ricco in un lungo post sui social - è passato un mese dalla tragedia che ha colpito il nostro paese, dalla morte di un ragazzo su una curva che tutti conosciamo, da sempre pericolosa e ancora oggi mal segnalata. Eppure, a distanza di trenta giorni, nulla è cambiato».
«Parlo da cittadina profondamente legata a questa comunità, prima ancora che da Coordinatrice cittadina di Forza Italia Giovani. Fa male constatare che, dopo un evento così drammatico, non sia stato messo in atto alcun intervento concreto per garantire maggiore sicurezza. Viene spontaneo chiedersi: perché, dopo una tragedia così grave, non si è intervenuti immediatamente? Cosa si sta aspettando? Che accada di nuovo? La sicurezza dei cittadini è davvero una priorità per questa amministrazione?»: continua la giovane coordinatrice di Forza Italia Giovani ponendo domande importanti.
«Quello che serve non è straordinario, ma necessario: una segnaletica chiara e visibile, dissuasori di velocità, una migliore illuminazione, il rifacimento della segnaletica orizzontale e, se necessario, barriere di protezione. Interventi semplici, realizzabili, che avrebbero potuto fare la differenza e che oggi devono essere messi in campo senza ulteriori rinvii. Chi amministra ha il dovere di prevenire, non di intervenire solo dopo».
Conclude Rossella Ricco: «E allora la domanda finale è inevitabile: quante vite devono ancora essere messe a rischio prima che si agisca? Il rispetto per chi non c'è più passa anche da qui: dal dimostrare che una vita persa non è stata invano».