
Politica
A San Ferdinando di Puglia convocato il Consiglio Comunale
Tra gli oggetti all'ordine del giorno anche interventi urgenti e rettifiche
San Ferdinando - venerdì 12 giugno 2026
18.11
È stato convocato nella giornata di mercoledì – 10 giugno – il Consiglio Comunale di San Ferdinando di Puglia presso la Sala Consiliare dell'ex Sede Comunale – Piazza Giovanni Paolo II.
Tra gli argomenti all'ordine del giorno c'erano:
- Interrogazioni e interpellanze consiliari e la lettura e approvazione dei verbali delle sedute precedenti.
- Affidamento in concessione del servizio dei tributi minori e della riscossione coattiva delle entrate tributarie, extra-tributarie e patrimoniali dell'Ente
- Modifica al Documento Unico di Programmazione 2026-2028, Sezione Operativa – Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2026-2028 ed elenco annuale 2026, ai sensi dell'art. 37 del D.L.gs. n. 36/2023, modifica della fonte di finanziamento degli interventi inseriti.
- Ratifica della Delibera di Giunta Comunale n. 49 del 16/04/2026 relativa alla variazione di bilancio
- Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio ai sensi dell'art. 194, comma 1, lett. E), del D.Lgs. n. 267/2000, relativo ai lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza provvisionale del tratto stradale di Via Cerignola
- Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio ai sensi dell'art. 194, comma 1, lett. E), del D.Lgs. n. 267/2000, relativo ai lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza di Piazza Padre Pio, a seguito della caduta di un albero.
Una prima interpellanza è stata presentata dai consiglieri: Acquaviva, Camporeale e Musci
Ha preso parola il consigliere di minoranza Musci ha espresso dei dubbi sull'utilità delle fototrappole e dei droni che circoscrivono le zone interessate dai roghi. Ha chiesto poi l'amministrazione se fosse al corrente dei problemi riguardanti i canali di scolo.
La consigliera di maggioranza Mariana La Daga ha controbattuto: «Considerando che sono stata io stessa a diffondere immagini circa gli illeciti sui roghi. Nelle ultime settimane si è presentata la stessa prepotenza di sempre - c'è stato quindi il monitoraggio e l'uso impianti di video sorveglianza - abbiamo programmato un intervento straordinario di rimozione degli abbandoni, con vari circuiti di riciclo e un incremento della percentuale della frazione differenziata. Negli scorsi mesi sono stata inserite delle fototrappole che poi sono state oggetto di furto. Si è provveduto all'acquisto di impianti di sorveglianza da essere installati nei punti di fuoco e per evitare i punti ciechi sono state posizionate a coppia a differenti distanze».
«Spesso ricorriamo a un drone in nostra dotazione. Il drone però non può avere un' azione preventiva in senso stretto, quindi non si può prevedere l'eventuale rogo. Per quanto riguarda la scelta di non divulgare i fotogrammi, è stato fatto non solo per la privacy, ma anche per una questione di deterrenza - riferisce la consigliera La Daga - solleciteremo la convocazione dell'unità provinciale dei carabinieri per l'ordine e la sicurezza pubblica»: termina.
Per le altre questioni invece sarà data una risposta scritta come già stabilito.
Il consigliere di minoranza Tonino Acquaviva ha esposto l'emergere di un rallentamento delle entrate correnti a fronte di entrate di cassa. A questo proposito ha chiesto: «Si sta accumulando arretramento a causa del ritardo degli incassi tributari?» ha poi evidenziato di aver richiesto una risposta scritta, che però non è arrivata.
Risponde il sindaco Michele Lamacchia introducendo prima le varie spese, entrate e uscite e successivamente esplicando le tre entrate principali attraverso cui i comuni vivono : «l'Imu che è oltre il 20 percento dell'entrata effettiva (a giugno la prima rata, la seconda a dicembre), la Tari che è un'altra entrata corposa (si paga il 30 aprile, la seconda a giugno), ma quest'anno si è applicato un bonus sociale ed è stato previsto lo sconto del bonus sociale e questa volta il comune la vedrà a giugno, e i trasferimenti statali (primo accredito aprile e molte volte a giugno). Quindi non c'è una sofferenza di cassa, assolutamente. Quei dati sono dati che vanno letti bene, forse siamo tra i pochi nel panorama italiano, che da oltre vent'anni non andiamo in anticipazione di cassa. Non è più una mancanza di cassa, ma ritardo degli uffici nella liquidazione degli stessi».
Ha poi illustrato il sindaco come il comune abbia dovuto sostenere anticipatamente i costi dei buoni servizio, ovvero voucher che la regione dà alle famiglie per acquistare servizi. A questo punto: «il comune che è la parte finale, non può aspettare i soldi della regione, perché altrimenti i servizi sarebbero interrotti. La regione paga con molto ritardo, quindi il comune anticipa le risorse per i buoni servizio. Poi lo stato trattiene un quindici per cento in attesa che il comune presenti le rendicontazioni, quindi anche in questo caso il comune è costretto ad anticipare. La questione però è molto più semplice: gli uffici che stanno cercando di mettere ordine in un sistema abbastanza caotico che abbiamo trovato, hanno dimenticato di regolarizzare le somme versate, che erano depositate presso la Banca d'Italia»: leggendo allo stesso tempo un documento del ministero.
Termina il sindaco Lamacchia indicando la cifra che il comune presenta in cassa, superiore ai sette milioni di euro: «Una cifra che è superiore al totale delle spese obbligatorie che dovremmo sostenere. Raccontare che abbiamo ventiquattro milioni di entrate pubbliche e ventitre milioni di uscite, è normale. Il governo si ostina ad obbligare il comune a fare queste previsioni, tanto è vero che il novantacinque per cento delle previsioni non si va a realizzare. Non c'è nessun rischio di andare in difficoltà di cassa. Naturalmente se non hai incassato si è verificato un deficit».
Continua il consigliere Tonino Acquaviva: «Lei nella risposta ha sostanzialmente confermato che i rilievi che io ho evidenziato sono fondati. Mi rendo conto che debba far vedere un andamento favorevole della sua amministrazione. Sono andamenti non del consultivo ma degli atti di previsione? Io a questo punto voglio sapere con quale criterio di ragionevolezza mettere sul piano triennale quaranta milioni di euro, il secondo anno zero e il terzo ottocentomila euro. Questo bilancio di previsione alla fine perché ha creato questa asimmetria enorme?»: invitando quindi il sindaco a presentare atti di proclamazione fondati con una certa ragionevolezza.
Controbatte il sindaco: «Sono vent' anni che il comune non va in deficit di cassa: avere soldi in cassa significa non aver erogato servizi. Quindi significa che il più bravo ha il bilancio a zero, cioè così come incasso, così spendo».
Una seconda interpellanza è stata presentata sempre dai consiglieri di minoranza Acquaviva, Camporeale e Musci.
Prende parola la consigliera Angela Camporeale facendo riferimento alle condizioni di fragilità in cui versano alcuni cittadini extracomunitari del paese, il cui giaciglio sotto del palco è stato mostrato alcune settimane fa via social. Ha evidenziato quindi come l'amministrazione abbia il dovere di vigilare sulla sicurezza e l'igiene del paese chiedendo: «Come si intenda impiegare i fondi a disposizione del settore servizi sociali per occuparsi delle situazioni fragili di queste persone? Quali iniziative si intendono mettere in atto, al fine di tutelare la sicurezza dei cittadini nelle ore serali?».
Risponde il sindaco Michele Lamacchia: «Io apprezzo il tentativo della consigliera di gridare allo scandalo e al degrado e allo stesso tempo mostrare solidarietà per queste persone fragili. Per noi è un fenomeno di un paio di giorni, per tutte le città d'Italia è un fenomeno costante, da gennaio a dicembre, quando parliamo di persone senza fissa dimora»: continua presentando alcuni esempi visibili nelle città circostanti. Il problema è molto più ampio delle sole risorse, di cui dovrebbero occuparsi le grandi istituzioni».
Continua facendo riferimento a una categoria specifica di migranti: «Il problema è quello dei lavoratori immigrati, centinaia di operai, che io chiamo 'i nuovi schiavi'. Siamo uno dei pochi ad avere un cast dove ci sono almeno venti donne che vengono accolte – riferendosi agli alloggi nella zona Pip - e gran parte di loro hanno un contratto di lavoro. Alla tenuta Sospiro alloggiano altre decine di migranti che trovano lavoro nelle varie aziende.
Continua il sindaco presentando quello che – a parer suo – è il vero problema in tali situazioni: «Il problema è che mancano strutture di accoglienza per i lavoratori migranti. Il comune - proprio per questa tensione degli operai - aveva individuato un luogo per destinare lavoratori migranti, ci fu un finanziamento di quasi tre milioni di euro per gli alloggi per questi lavoratori stagionali. Non si è fatto nulla, poi è arrivato il pnrr: furono individuati gli stessi locali individuati nel primo progetto, anche questa volta non si è fatto nulla e non è stato erogato il finanziamento: questa è l'amara realtà. Il problema per noi e per tanti altri comuni, non è costruire gli alloggi, ma gestire gli alloggi: diventano baraccopoli? Uno dei motivi per cui il prefetto non volle ideare il progetto dipendeva dal fatto che gli alloggi per questi operai – tutti maschi – si sarebbero trovati di fronte a quelli dove alloggiavano le donne, che spesso si sono trovate in condizioni di violenza»: esplicita il sindaco.
Continua poi ribadendo come il PIS - un servizio di emergenza socio-sanitaria che risponde a situazioni di grave marginalità ed emergenza offrendo soluzioni immediate e temporanee - non possa essere preso in considerazione in queste circostanze: «Il PIS (pronto intervento sociale) previsto dall'art 85 del Regolamento Regionale Pugliese è per tutt'altre funzioni: attiene a donne che sono state malmenate, a bimbi in condizioni fragili, ecc».
Spiega poi il sindaco come l'amministrazione si sia premurata di trovare soluzioni in alcuni situazioni di fragilità, approvando la realizzazione di dodici alloggi per persone del paese con una disabilità: «Noi ci stiamo provando! – termina aggiungendo - il migrante è un nostro fratello che soffre più di tanti altri e questa attività van mantenuta sempre e non dire sempre che bisogna aiutare prima gli italiani e che loro tornino a casa propria».
Termina la consigliera Camporeale: «Sappiamo bene che ci sono operai stagionali, ma il comune deve cercare di dare una certa dignità a questi operai. Dato che il PIS non se ne può occupare, allora non facciamo niente?»
Per quanto riguarda il punto all'ordine del giorno sulla ratifica della Delibera di Giunta Comunale n.49 del 16/04/2026 relativa alla variazione di bilancio le votazioni sono state le seguenti: 12 favorevoli, 4 contrari e nessun astenuto. Per l'esecutività dodici favorevoli, quattro contrari e nessun astenuto.
Si è poi proceduto con il punto inerente la modifica della fonte di finanziamento degli interventi inseriti (punto tre di cui sopra), dove il sindaco ha specificato come lo stesso afferisse alla villa, alla sorveglianza e alle strade.
Parla il consigliere di minoranza Tonino Acquaviva: «Con la proposta di modifica, che alla fine attiene alla fonte di finanziamento, ci sta dicendo che in un primo momento avevate pensato a un mutuo per queste opere e poi si è deciso di utilizzare l'avanzo di amministrazione. Non so se sia più utile questa modalità. Anche qui nel modificare specificatamente la fonte di finanziamento, io voglio condividere che quest'anno il comune avrebbe intenzione di fare opere da ventidue milioni di euro, l'anno prossimo zero. Quello che voglio evidenziare è che se si ha questa disponibilità immediata, fra tutte le esigenze la spesa più importante è rifare il look alla Villa Comunale?»: continua il consigliere Acquaviva chiedendo se non ci siano altri campi in cui operare con urgenza.
Continua: «C'è anche un altro intervento che riguarda la competenza dei servizi sociali, che ipotizza un investimento di due milioni e mezzo di euro per il servizio mensa. Questo importo si riferisce al servizio mensa che sta avvenendo, quindi a un contratto in essere o a un appalto che si deve fare?»: continua il consigliere di minoranza prendendo in considerazione anche la spesa del pronto intervento sociale.
Risponde il sindaco spiegando come il servizio mensa sia stato esteso – oltre che alle scuole – al nido, al centro Generazione Insieme che accoglie anche anziani e al centro per disabili. Successivamente si è proceduto con le votazioni, con dodici favorevoli, quattro contrari e nessun astenuto.
Per quanto riguarda gli ultimi due punti, il sindaco ha specificato come si sia intervenuti per particolari emergenze che richiedevano un'azione immediata.
Ma nel corso della lettura della proposta di deliberazione, i consiglieri di minoranza hanno rilevato la totale assenza della perizia giustificativa ed estimativa ex articolo 140 del testo unico degli enti locali. Senza questo documento essenziale, infatti, viene meno la possibilità di certificare i requisiti fondamentali del debito fuori bilancio, che per legge deve essere una somma "certa, liquida ed esigibile". Di fatto, l'assenza della perizia andava a inficiare la legittimità stessa dell'atto. Davanti all'eccezione sollevata dall'opposizione, che ha evidenziato il rischio di votare un atto illegittimo, la maggioranza ha dovuto prendere atto dell'errore insormontabile. Il punto è stato inevitabilmente ritirato dall'ordine del giorno.
Tra gli argomenti all'ordine del giorno c'erano:
- Interrogazioni e interpellanze consiliari e la lettura e approvazione dei verbali delle sedute precedenti.
- Affidamento in concessione del servizio dei tributi minori e della riscossione coattiva delle entrate tributarie, extra-tributarie e patrimoniali dell'Ente
- Modifica al Documento Unico di Programmazione 2026-2028, Sezione Operativa – Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2026-2028 ed elenco annuale 2026, ai sensi dell'art. 37 del D.L.gs. n. 36/2023, modifica della fonte di finanziamento degli interventi inseriti.
- Ratifica della Delibera di Giunta Comunale n. 49 del 16/04/2026 relativa alla variazione di bilancio
- Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio ai sensi dell'art. 194, comma 1, lett. E), del D.Lgs. n. 267/2000, relativo ai lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza provvisionale del tratto stradale di Via Cerignola
- Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio ai sensi dell'art. 194, comma 1, lett. E), del D.Lgs. n. 267/2000, relativo ai lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza di Piazza Padre Pio, a seguito della caduta di un albero.
Una prima interpellanza è stata presentata dai consiglieri: Acquaviva, Camporeale e Musci
Ha preso parola il consigliere di minoranza Musci ha espresso dei dubbi sull'utilità delle fototrappole e dei droni che circoscrivono le zone interessate dai roghi. Ha chiesto poi l'amministrazione se fosse al corrente dei problemi riguardanti i canali di scolo.
La consigliera di maggioranza Mariana La Daga ha controbattuto: «Considerando che sono stata io stessa a diffondere immagini circa gli illeciti sui roghi. Nelle ultime settimane si è presentata la stessa prepotenza di sempre - c'è stato quindi il monitoraggio e l'uso impianti di video sorveglianza - abbiamo programmato un intervento straordinario di rimozione degli abbandoni, con vari circuiti di riciclo e un incremento della percentuale della frazione differenziata. Negli scorsi mesi sono stata inserite delle fototrappole che poi sono state oggetto di furto. Si è provveduto all'acquisto di impianti di sorveglianza da essere installati nei punti di fuoco e per evitare i punti ciechi sono state posizionate a coppia a differenti distanze».
«Spesso ricorriamo a un drone in nostra dotazione. Il drone però non può avere un' azione preventiva in senso stretto, quindi non si può prevedere l'eventuale rogo. Per quanto riguarda la scelta di non divulgare i fotogrammi, è stato fatto non solo per la privacy, ma anche per una questione di deterrenza - riferisce la consigliera La Daga - solleciteremo la convocazione dell'unità provinciale dei carabinieri per l'ordine e la sicurezza pubblica»: termina.
Per le altre questioni invece sarà data una risposta scritta come già stabilito.
Il consigliere di minoranza Tonino Acquaviva ha esposto l'emergere di un rallentamento delle entrate correnti a fronte di entrate di cassa. A questo proposito ha chiesto: «Si sta accumulando arretramento a causa del ritardo degli incassi tributari?» ha poi evidenziato di aver richiesto una risposta scritta, che però non è arrivata.
Risponde il sindaco Michele Lamacchia introducendo prima le varie spese, entrate e uscite e successivamente esplicando le tre entrate principali attraverso cui i comuni vivono : «l'Imu che è oltre il 20 percento dell'entrata effettiva (a giugno la prima rata, la seconda a dicembre), la Tari che è un'altra entrata corposa (si paga il 30 aprile, la seconda a giugno), ma quest'anno si è applicato un bonus sociale ed è stato previsto lo sconto del bonus sociale e questa volta il comune la vedrà a giugno, e i trasferimenti statali (primo accredito aprile e molte volte a giugno). Quindi non c'è una sofferenza di cassa, assolutamente. Quei dati sono dati che vanno letti bene, forse siamo tra i pochi nel panorama italiano, che da oltre vent'anni non andiamo in anticipazione di cassa. Non è più una mancanza di cassa, ma ritardo degli uffici nella liquidazione degli stessi».
Ha poi illustrato il sindaco come il comune abbia dovuto sostenere anticipatamente i costi dei buoni servizio, ovvero voucher che la regione dà alle famiglie per acquistare servizi. A questo punto: «il comune che è la parte finale, non può aspettare i soldi della regione, perché altrimenti i servizi sarebbero interrotti. La regione paga con molto ritardo, quindi il comune anticipa le risorse per i buoni servizio. Poi lo stato trattiene un quindici per cento in attesa che il comune presenti le rendicontazioni, quindi anche in questo caso il comune è costretto ad anticipare. La questione però è molto più semplice: gli uffici che stanno cercando di mettere ordine in un sistema abbastanza caotico che abbiamo trovato, hanno dimenticato di regolarizzare le somme versate, che erano depositate presso la Banca d'Italia»: leggendo allo stesso tempo un documento del ministero.
Termina il sindaco Lamacchia indicando la cifra che il comune presenta in cassa, superiore ai sette milioni di euro: «Una cifra che è superiore al totale delle spese obbligatorie che dovremmo sostenere. Raccontare che abbiamo ventiquattro milioni di entrate pubbliche e ventitre milioni di uscite, è normale. Il governo si ostina ad obbligare il comune a fare queste previsioni, tanto è vero che il novantacinque per cento delle previsioni non si va a realizzare. Non c'è nessun rischio di andare in difficoltà di cassa. Naturalmente se non hai incassato si è verificato un deficit».
Continua il consigliere Tonino Acquaviva: «Lei nella risposta ha sostanzialmente confermato che i rilievi che io ho evidenziato sono fondati. Mi rendo conto che debba far vedere un andamento favorevole della sua amministrazione. Sono andamenti non del consultivo ma degli atti di previsione? Io a questo punto voglio sapere con quale criterio di ragionevolezza mettere sul piano triennale quaranta milioni di euro, il secondo anno zero e il terzo ottocentomila euro. Questo bilancio di previsione alla fine perché ha creato questa asimmetria enorme?»: invitando quindi il sindaco a presentare atti di proclamazione fondati con una certa ragionevolezza.
Controbatte il sindaco: «Sono vent' anni che il comune non va in deficit di cassa: avere soldi in cassa significa non aver erogato servizi. Quindi significa che il più bravo ha il bilancio a zero, cioè così come incasso, così spendo».
Una seconda interpellanza è stata presentata sempre dai consiglieri di minoranza Acquaviva, Camporeale e Musci.
Prende parola la consigliera Angela Camporeale facendo riferimento alle condizioni di fragilità in cui versano alcuni cittadini extracomunitari del paese, il cui giaciglio sotto del palco è stato mostrato alcune settimane fa via social. Ha evidenziato quindi come l'amministrazione abbia il dovere di vigilare sulla sicurezza e l'igiene del paese chiedendo: «Come si intenda impiegare i fondi a disposizione del settore servizi sociali per occuparsi delle situazioni fragili di queste persone? Quali iniziative si intendono mettere in atto, al fine di tutelare la sicurezza dei cittadini nelle ore serali?».
Risponde il sindaco Michele Lamacchia: «Io apprezzo il tentativo della consigliera di gridare allo scandalo e al degrado e allo stesso tempo mostrare solidarietà per queste persone fragili. Per noi è un fenomeno di un paio di giorni, per tutte le città d'Italia è un fenomeno costante, da gennaio a dicembre, quando parliamo di persone senza fissa dimora»: continua presentando alcuni esempi visibili nelle città circostanti. Il problema è molto più ampio delle sole risorse, di cui dovrebbero occuparsi le grandi istituzioni».
Continua facendo riferimento a una categoria specifica di migranti: «Il problema è quello dei lavoratori immigrati, centinaia di operai, che io chiamo 'i nuovi schiavi'. Siamo uno dei pochi ad avere un cast dove ci sono almeno venti donne che vengono accolte – riferendosi agli alloggi nella zona Pip - e gran parte di loro hanno un contratto di lavoro. Alla tenuta Sospiro alloggiano altre decine di migranti che trovano lavoro nelle varie aziende.
Continua il sindaco presentando quello che – a parer suo – è il vero problema in tali situazioni: «Il problema è che mancano strutture di accoglienza per i lavoratori migranti. Il comune - proprio per questa tensione degli operai - aveva individuato un luogo per destinare lavoratori migranti, ci fu un finanziamento di quasi tre milioni di euro per gli alloggi per questi lavoratori stagionali. Non si è fatto nulla, poi è arrivato il pnrr: furono individuati gli stessi locali individuati nel primo progetto, anche questa volta non si è fatto nulla e non è stato erogato il finanziamento: questa è l'amara realtà. Il problema per noi e per tanti altri comuni, non è costruire gli alloggi, ma gestire gli alloggi: diventano baraccopoli? Uno dei motivi per cui il prefetto non volle ideare il progetto dipendeva dal fatto che gli alloggi per questi operai – tutti maschi – si sarebbero trovati di fronte a quelli dove alloggiavano le donne, che spesso si sono trovate in condizioni di violenza»: esplicita il sindaco.
Continua poi ribadendo come il PIS - un servizio di emergenza socio-sanitaria che risponde a situazioni di grave marginalità ed emergenza offrendo soluzioni immediate e temporanee - non possa essere preso in considerazione in queste circostanze: «Il PIS (pronto intervento sociale) previsto dall'art 85 del Regolamento Regionale Pugliese è per tutt'altre funzioni: attiene a donne che sono state malmenate, a bimbi in condizioni fragili, ecc».
Spiega poi il sindaco come l'amministrazione si sia premurata di trovare soluzioni in alcuni situazioni di fragilità, approvando la realizzazione di dodici alloggi per persone del paese con una disabilità: «Noi ci stiamo provando! – termina aggiungendo - il migrante è un nostro fratello che soffre più di tanti altri e questa attività van mantenuta sempre e non dire sempre che bisogna aiutare prima gli italiani e che loro tornino a casa propria».
Termina la consigliera Camporeale: «Sappiamo bene che ci sono operai stagionali, ma il comune deve cercare di dare una certa dignità a questi operai. Dato che il PIS non se ne può occupare, allora non facciamo niente?»
Per quanto riguarda il punto all'ordine del giorno sulla ratifica della Delibera di Giunta Comunale n.49 del 16/04/2026 relativa alla variazione di bilancio le votazioni sono state le seguenti: 12 favorevoli, 4 contrari e nessun astenuto. Per l'esecutività dodici favorevoli, quattro contrari e nessun astenuto.
Si è poi proceduto con il punto inerente la modifica della fonte di finanziamento degli interventi inseriti (punto tre di cui sopra), dove il sindaco ha specificato come lo stesso afferisse alla villa, alla sorveglianza e alle strade.
Parla il consigliere di minoranza Tonino Acquaviva: «Con la proposta di modifica, che alla fine attiene alla fonte di finanziamento, ci sta dicendo che in un primo momento avevate pensato a un mutuo per queste opere e poi si è deciso di utilizzare l'avanzo di amministrazione. Non so se sia più utile questa modalità. Anche qui nel modificare specificatamente la fonte di finanziamento, io voglio condividere che quest'anno il comune avrebbe intenzione di fare opere da ventidue milioni di euro, l'anno prossimo zero. Quello che voglio evidenziare è che se si ha questa disponibilità immediata, fra tutte le esigenze la spesa più importante è rifare il look alla Villa Comunale?»: continua il consigliere Acquaviva chiedendo se non ci siano altri campi in cui operare con urgenza.
Continua: «C'è anche un altro intervento che riguarda la competenza dei servizi sociali, che ipotizza un investimento di due milioni e mezzo di euro per il servizio mensa. Questo importo si riferisce al servizio mensa che sta avvenendo, quindi a un contratto in essere o a un appalto che si deve fare?»: continua il consigliere di minoranza prendendo in considerazione anche la spesa del pronto intervento sociale.
Risponde il sindaco spiegando come il servizio mensa sia stato esteso – oltre che alle scuole – al nido, al centro Generazione Insieme che accoglie anche anziani e al centro per disabili. Successivamente si è proceduto con le votazioni, con dodici favorevoli, quattro contrari e nessun astenuto.
Per quanto riguarda gli ultimi due punti, il sindaco ha specificato come si sia intervenuti per particolari emergenze che richiedevano un'azione immediata.
Ma nel corso della lettura della proposta di deliberazione, i consiglieri di minoranza hanno rilevato la totale assenza della perizia giustificativa ed estimativa ex articolo 140 del testo unico degli enti locali. Senza questo documento essenziale, infatti, viene meno la possibilità di certificare i requisiti fondamentali del debito fuori bilancio, che per legge deve essere una somma "certa, liquida ed esigibile". Di fatto, l'assenza della perizia andava a inficiare la legittimità stessa dell'atto. Davanti all'eccezione sollevata dall'opposizione, che ha evidenziato il rischio di votare un atto illegittimo, la maggioranza ha dovuto prendere atto dell'errore insormontabile. Il punto è stato inevitabilmente ritirato dall'ordine del giorno.







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