
Politica
A San Ferdinando di Puglia una 'piscina lasciata a secco'
«L'Amministrazione rompa il silenzio e dica la verità: non volete riaprirla!»: parla Nicola Lopizzo
San Ferdinando - martedì 22 settembre 2026
12.54 Comunicato Stampa
Lo stato di degrado e abbandono in cui versa la piscina comunale di San Ferdinando di Puglia non è più tollerabile. A lanciarne l'ennesimo e duro atto di accusa è l'avvocato Nicola Lopizzo, dirigente locale della sezione cittadina di Forza Italia, che denuncia pubblicamente l'assoluta inerzia dell'amministrazione comunale di fronte a un'infrastruttura fondamentale per tutta la comunità.
«La piscina comunale sta letteralmente morendo sotto i nostri occhi e chi governa il paese se ne frega completamente», dichiara con fermezza l'avvocato Lopizzo. «Siamo di fronte a un disinteresse totale per una struttura importante che fu portata a termine sotto la guida dell'allora sindaco Puttilli e dell'Assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Acquaviva. Oggi quell'opera, frutto del lavoro del passato, viene lasciata marcire nell'incuria: l'amministrazione non muove un dito, non programma alcun intervento manutentivo né tantomeno opere di miglioramento o riqualificazione».
Tra le tante criticità sollevate, Lopizzo evidenzia la totale mancanza di visione e le sole parole di circostanza senza alcun riscontro pratico: «Nel Documento Unico di Programmazione (DUP) approvato a luglio scorso non vi è traccia di una vera programmazione per l'impianto, se non per un striminzito e leggero trafiletto in cui si dichiara genericamente che la piscina verrà riqualificata».
Continua l'avv.Lopizzo: «Dall'analisi degli atti amministrativi, delle sedute consiliari e delle comunicazioni social emergono contraddizioni e criticità sempre più evidenti:
Necessario, secondo Lopizzo, anche un servizio navetta comunale per garantire il trasporto a bambini, anziani, disabili e fasce meno abbienti.
«La stagione estiva chiude e i cittadini vengono lasciati a secco — conclude l'avvocato Nicola Lopizzo —. Già in campagna elettorale, con Tonino Acquaviva candidato Sindaco, avevamo preso un impegno solenne: la riapertura della piscina è prioritaria per la salute e il benessere di tutta la comunità. Invece di far girare alle associazioni documenti vuoti come il DUP o mostrare ricevute di PEC senza risposta, il Sindaco e la Giunta abbiano un sussulto di onestà e dicano chiaramente alla città se la piscina non interessa più e non c'è alcuna volontà di riaprirla. Noi a questo stato di cose non ci stiamo e continueremo a batterci finché questo scempio non avrà fine».
«La piscina comunale sta letteralmente morendo sotto i nostri occhi e chi governa il paese se ne frega completamente», dichiara con fermezza l'avvocato Lopizzo. «Siamo di fronte a un disinteresse totale per una struttura importante che fu portata a termine sotto la guida dell'allora sindaco Puttilli e dell'Assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Acquaviva. Oggi quell'opera, frutto del lavoro del passato, viene lasciata marcire nell'incuria: l'amministrazione non muove un dito, non programma alcun intervento manutentivo né tantomeno opere di miglioramento o riqualificazione».
Tra le tante criticità sollevate, Lopizzo evidenzia la totale mancanza di visione e le sole parole di circostanza senza alcun riscontro pratico: «Nel Documento Unico di Programmazione (DUP) approvato a luglio scorso non vi è traccia di una vera programmazione per l'impianto, se non per un striminzito e leggero trafiletto in cui si dichiara genericamente che la piscina verrà riqualificata».
Continua l'avv.Lopizzo: «Dall'analisi degli atti amministrativi, delle sedute consiliari e delle comunicazioni social emergono contraddizioni e criticità sempre più evidenti:
- I vuoti del DUP e la propaganda: Nel Documento Unico di Programmazione (DUP 2027-2029), approvato di recente dopo gli annunci del Sindaco Lamacchia in Consiglio Comunale (delibera n. 42 del 30 luglio), la struttura viene citata appena per mero scrupolo formale come immobile vandalizzato da "rifunzionalizzare". Nessuno straccio di risorsa stanziata, zero crono programma e nessuna reale pianificazione.
- Il balletto delle perizie: Nel 2023 la stima dei tecnici comunali per il ripristino era di soli € 85.450. Oggi la maggioranza parla di una seconda perizia schizzata a 2 milioni di euro (fino a 2,5 milioni nei post social). Un aumento artificiale di oltre il 2800% in soli tre anni, utile solo a giustificare l'incapacità di intervenire.
- Il bando "Sport e Periferie" e la "lettera a Babbo Natale": A fronte di 2,5 milioni dichiarati necessari, la maggioranza vanta la partecipazione a un bando che eroga al massimo 800.000 euro per i comuni sotto i 15.000 abitanti. Per coprire il resto, la Giunta ha inviato una PEC il 19 maggio 2026 alla Presidenza del Consiglio chiedendo generici chiarimenti: sbandierare lo screenshot di una lettera tagliata e rimasta senza seguito è solo un modo per prendere tempo mentre l'impianto cade a pezzi.
Necessario, secondo Lopizzo, anche un servizio navetta comunale per garantire il trasporto a bambini, anziani, disabili e fasce meno abbienti.
«La stagione estiva chiude e i cittadini vengono lasciati a secco — conclude l'avvocato Nicola Lopizzo —. Già in campagna elettorale, con Tonino Acquaviva candidato Sindaco, avevamo preso un impegno solenne: la riapertura della piscina è prioritaria per la salute e il benessere di tutta la comunità. Invece di far girare alle associazioni documenti vuoti come il DUP o mostrare ricevute di PEC senza risposta, il Sindaco e la Giunta abbiano un sussulto di onestà e dicano chiaramente alla città se la piscina non interessa più e non c'è alcuna volontà di riaprirla. Noi a questo stato di cose non ci stiamo e continueremo a batterci finché questo scempio non avrà fine».
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