Andrea Patruno
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Politica

Andrea Patruno passa all'opposizione: «Mi sono dimesso per lanciare un segnale d’allarme»

Dure le parole dell'ex presidente, «lo stato di degrado del patrimonio pubblico è sotto gli occhi di tutti»: ecco il suo intervento nella seduta di ieri del consiglio comunale

Nella seduta di ieri del consiglio comunale, Andrea Patruno ha confermato le sue dimissioni da presidente del consiglio. Una decisione che ha sollevato un gran dibattito nella politica sanferdinandese, e che a sua volta ha dato nuovamente peso e risalto all'ormai famigerato discorso pronunciato da don Mimmo Marrone.

Di seguito il testo integrale dell'intervento di Patruno pronunciato ieri in consiglio comunale.

«Ritengo che se è questo Consiglio ad avermi eletto circa 15 mesi fa è a questo stesso consiglio che io debba rendere le ragioni delle mie dimissioni, al netto del dibattito che è stato avviato dalle note del Sindaco e dagli interventi della stampa e della televisione.

Le dimissioni avevano uno scopo: lanciare un segnale d'allarme all'indirizzo di chi governa, perché l'azione amministrativa è fatta di atti pubblici e questi devono essere condivisi, se manca la condivisione manca il presupposto che presiede il governo.

Condivisione non significa sovvertire la gradualità della responsabilità politica: Sindaco, assessori e Giunta Comunale, poi consiglieri comunali e Consiglio Comunale, fino a giungere alla comunità intera, passando per i partiti, le organizzazioni sindacali, le associazioni di volontariato. A ciascuno il suo, perché lo dice la legge e la Costituzione, ma perché lo dice anche la morale e la politica, anche quando fanno a cazzotti.

Ora, io penso che ci sia un corto circuito fra governo e comunità, perché le scelte che si compiono hanno bisogno di essere spiegate e non pubblicizzate sui social e non vi è dubbio alcuno che le scelte di questi mesi non hanno avuto nessun luogo di discussione politica dentro la maggioranza e fuori dalla maggioranza. Nessuna discussione sulle linee di sviluppo, sulle politiche di bilancio, delle opere pubbliche, del PNRR. Per non parlare delle politiche culturali, sociali, della sicurezza, dei rifiuti. Un elenco lunghissimo su cui avremo tempo e modo di soffermarci. Fin qui è mancata persino la spiegazione razionale delle scelte compiute, tutt'altro rispetto agli impegni di una maggiore partecipazione dei cittadini alle scelte politiche.

Mi riferisco a quelli più lontani del Programma di Città Futura, riportati nelle linee di mandato approvate all'inizio della consiliatura e a quelli più recenti contenuti nel DUP approvato con la sessione di bilancio 2023 – 2025 nello scorso mese di maggio.

"Ci impegniamo a fare le cose giuste, nel miglior modo possibile". Attuando un "dialogo permanente fra chi amministra e chi è amministrato, una sinergia impegnativa, che non spreca tempo e risorse, ma arricchisce tutti, trasformandoli in attori protagonisti del cambiamento e dell'innovazione". La pubblicizzazione in diretta streaming delle sedute del Consiglio comunale, la comunicazione semplificata dell'attività della Giunta comunale, l'accesso al portale delle deliberazioni, l'istituzione di consulte e/o di tavoli di consultazione preventiva sui più importanti atti in adozione (bilancio, progetti di opere pubbliche, programmi di azione sociale e culturale) sono impegni assunti con le linee di mandato e confermati nel Documento Unico di Programmazione 2023 2025 e sono diventati nella prassi amministrativa lettera morta, impegni scritti sulla sabbia che l'onda del mare cancella.

Il rischio in generale che le cose dette e scritte siano chiacchiere morte è sempre dietro l'angolo e tuttavia anche il fare, non può non suscitare in tanti un ragionevole dubbio: tutto bene quel che si fa? Poteva essere fatto meglio? Poteva essere fatto in altro modo? Certo, ma se chi fa non condivide, a me non resta che dire che io personalmente poco o nulla condivido. E se mi si dice "fattene una ragione" o "fa che vuoi" io non posso che rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio, per prendere le distanze da questo modo di fare, oltre che prendere le distanze da una maggioranza che preferisce fare gli emoticon "non vedo, non sento, non parlo".

In ogni caso usciamo dai pronunciamenti generici e proviamo a fare qualche esempio concreto, avvertendo che sono solo alcuni esempi: 3, 4 esempi solo per rendere edotto il Consiglio.

Lo stato di degrado del patrimonio pubblico è sotto gli occhi di tutti, a cominciare dallo stato di quest'Aula Consiliare e questa sede. Mancavo da 25 anni e avevo un'idea approssimativa del livello di degrado. Occorrono consapevolezza e risorse specifiche, ma queste fuggono, si perdono in mille rivoli senza alcuna logica di priorità condivisa. Basta guardarsi intorno per vedere lo stato di degrado e di abbandono. Come si può essere indifferenti allo stato comatoso del Parco delle Cave? O dimenticare che l'affidamento di parte del patrimonio pubblico è stato oggetto di un intervento preciso da parte del Commissario Prefettizio Alberto Monno che non ha trovato riscontro in nessuna azione successiva men che meno concertata. Eppure i rilievi svolti da una indagine corposa affidata ad alcuni funzionari sono acquisibili da tutti ed il profilo di responsabilità, sollevato senza alcun esito o riscontro ulteriori, rischia di esporci a pesanti osservazioni da parte della Corte dei Conti, in particolare per l'affidamento alle Associazioni di alcuni immobili senza ritorni o ristori certi e senza la possibilità di separare i costi che sono sostenuti dalla pubblica amministrazione.

Parimenti non ho notizia di azioni finalizzate a supportare il Protocollo di legalità, sottoscritto il 25 marzo 2022 dal Commissario Prefettizio e da tutti i sindaci della BAT con la Prefettura per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nell'affidamento di lavori servizi e forniture.

Come il Protocollo Mille occhi sulla città e sulle campagne del 14 Ottobre 2020 sottoscritto dal Sindaco Puttilli che si proponeva di incrementare e implementare i sistemi di video sorveglianza con impianti wi-fi per consentire la interoperatività, sottolineo interoperatività, di detti impianti con le sale operative delle forze di polizia.

Lo stato di questi accordi è lettera morta e forse è il caso che il Consiglio Comunale torni ad occuparsene.

Provo a fare un secondo esempio: abbiamo scritto nel DUP, propedeutico al Bilancio, a pag. 22:" Una fase di concertazione partecipata indicherà la nuova programmazione delle opere pubbliche." La più importante opera pubblica pianificata in questo anno ed ammessa a finanziamento con Decreto 29 marzo 2022 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali riguarda la delibera di Giunta Municipale nr 106 del 6/9/22 contenente un atto di indirizzo per la presentazione di una proposta di intervento per Servizi e Infrastrutture Sociali di comunità da finanziare nell'ambito del PNRR, Riparto Missione n. 5 "Inclusione e Coesione" del Piano nazionale ripresa e resilienza (PNRR), Componente M5C2 - Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore, Ambito di intervento 2 Rigenerazione urbana e housing sociale, Investimento 2.2.a Piani urbani integrati – finalizzata al superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura cui sono state assegnate risorse per € 1.758.329.

Dopo 30 gg con deliberazione di Giunta Comunale nr. 127 del 7/10/22 si approva il progetto di fattibilità tecnico economica per i lavori di ristrutturazione e rifunzionalizzazione di una parte del centro servizi sito in via Germania in San Ferdinando di Puglia, dando atto
  • che gli elaborati tecnici di cui al presente progetto, anche se non materialmente allegati al presente atto, vengono conservati agli atti del competente servizio del Settore IV – Lavori Pubblici;
  • che successivamente alla presente deliberazione si procederà ad integrare il piano triennale dei lavori pubblici;
Con successiva delibera nr 150 del 29/11/22 si riapprova il progetto di fattibilità tecnico economica annullando la precedente deliberazione, sulla base di interlocuzioni con il Ministero. Or bene la missione 5 si chiama "coesione e inclusione" ed è finalizzata al superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. Sono stati ammessi a finanziamento sulla base del Decreto 29 marzo 2022 del ministero del lavoro e delle politiche sociali anche altri comuni viciniori (Bisceglie, Cerignola, Manfredonia, Carapelle). Neppure il documento descrittivo del progetto, anche se richiamato, è pubblicato, tanto più che si tratta di un finanziamento complesso di cui solo una parte è destinata alla costruzione di 5 appartamenti di differente metratura, ma ci sono ben 500.000 euro destinati a dotazioni immateriali che per essere un progetto di integrazione avrebbe dovuto coinvolgere le organizzazioni datoriali e le organizzazioni sindacali. In realtà non ha coinvolto nessuno e come sia stato individuato il Centro Servizi rimane un mistero. Con il rischio concreto che quella struttura rischia di diventare una specie di CPR di nuovo conio. Proprio il contrario del presupposto richiesto dalle linee guida degli interventi finanziati che devono portare a risultati tangibili e sufficientemente rilevanti perché sono alla base di una mappatura nazionale della presenza di lavoratori stranieri impiegati in agricoltura, con attenzione alla precarietà e al disagio abitativo. Basta leggersi le dichiarazioni del Ministro Giorgetti e del Ministro Fitto a proposito di PNRR perché anche un bambino capirebbe il rischio potenziale insito nella rendicontazione finale.

Vi pare che ci sia stato un dialogo fra amministratori ed amministrati dove tutti sono attori protagonisti dell'innovazione e del cambiamento? A me pare francamente il contrario, perché non c'è stato dialogo nemmeno fra gli amministratori, figurarsi se possa esservi con gli amministrati.

Vorrei fare ancora due esempi. In data 16 maggio 2023 la Giunta comunale emana un atto di indirizzo.GM nr. 56, per la sistemazione di alcune strade cittadine in particolare Via Einaudi, Via Foggia, Via Gramsci, Via Cerignola, Via Diaz, Via Buonarroti, Via Di Paola, dando avvio ad un sistema di spezzatino degli appalti, di importo inferiore a 150.000 euro e con progetti che non trovano riscontro nel piano triennale delle opere pubbliche che costituisce un allegato al bilancio approvato il 2 maggio 2023. Io non credo che questa sia una priorità, rispetto ad altre priorità che sono volutamente sottovalutate, per forma e per sostanza, anche per l'assenza di una indicazione condivisa in maggioranza, anche se si caratterizza come strumento principale di iniziativa politica nel settore dei LL.PP. E badate bene che non sto discutendo della legittimità formale, che rimanda al codice degli appalti, modificato dal governo in carica, ma della legittimazione sostanziale a supportare scelte dell'Amministrazione che impegnano i consiglieri comunali in sede di ratifica delle variazioni di bilancio.

Sempre il Commissario Prefettizio con delibera nr. 33 del 12/4/22 individuava un fabbisogno di 8 istruttori amministrativi di categoria C a tempo pieno e determinato per 30 mesi.

Successivamente la Giunta Comunale con delibera nr. 152 del 6.12.2022 rimodula il fabbisogno da 30 mesi a 24 mesi, e da 8 a 6 unità al fine di poter garantire l'attivazione di tutti i servizi previsti e finanziati dal Fondo Piano Povertà. La Giunta inoltre reputa opportuno provvedere all'assunzione delle 6 unità con l'attivazione di procedure di lavoro flessibile, facendo ricorso alla somministrazione di lavoro interinale anziché mediante scorrimento di graduatorie di altri enti.

Tale scelta è confermata dalla delibera di GM 45 del 6/4/23 Piano Triennale del fabbisogno del personale 2023 – 2025, confermate dal PIAO, obiettivo 2.01.01, Con Determinazione Gestionale N.196 del 27/06/2023, tuttavia la richiesta diventa 6 mesi richiamando il verbale del Coordinamento Istituzionale nr. 2 del 17.02.2022, firmato dal Commissario Prefettizio Monno, dalla Commissione Prefettizia e dal Sindaco di Margherita di S. Questo verbale non parla di numero di persone, non parla di modalità prescelta, ma dice testualmente che "il personale venga assunto a tempo determinato per non più di 30 mesi e, al limite, prorogato lì dove la normativa e le risorse lo consentano".

Nella DG si sostiene che "lo strumento della somministrazione di lavoro a tempo determinato, garantisce allo stesso tempo velocità, non soggettività nel reclutamento e nella selezione, e razionalizzazione dei costi". Quindi 30 mesi, poi 24 mesi, infine 6 mesi. C'è una spiegazione? Io non la conosco, io so soltanto che questa tipologia di lavoro è prevista dall'art 36 comma 2 del D.lgs., n. 165/2001, ove si dice che le amministrazioni pubbliche possono stipulare contratti di lavoro flessibile "soltanto per comprovate esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale e nel rispetto delle condizioni e modalità' di reclutamento stabilite dall'articolo 35".

Orbene 30 mesi prorogabili eventualmente non possono essere certo definite "esigenze temporanee o eccezionali". Rimane fermo l'obbligo di rispettare le modalità di reclutamento stabilite dall'art 35 che impone, tra l'altro:
  1. adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l'imparzialità
  2. adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti.
Se posso sorvolare sul capitolato che forse per un refuso all'art. 2 chiede per il profilo C il diploma di scuola media inferiore, non posso non rilevare che nel successivo art. 4, relativo alle modalità di espletamento del servizio, alla lettera b richiama il seguente obbligo: l'Agenzia dovrà presentare all'utilizzatore l'elenco dei candidati che potranno essere sottoposti a colloquio di idoneità da parte della struttura di utilizzo; in caso di giudizio di inidoneità dette figure non potranno essere riutilizzate. In caso di idoneità il Comune si riserva comunque un periodo di prova di 15 giorni, al termine del quale potrà decidere di confermare o di sostituire il lavoratore.

Non mi risulta ci sia stato alcun atto di recepimento dell'esito dell'aggiudicazione comunicata dall'Agenzia incaricata APIS s.r.l. Naturalmente posso sbagliare! Forse esiste un atto interno che non richiede pubblicazione?

In ogni caso con determinazione nr. 248 del 19/7/2023 si assume impegno di spesa di 123.000 euro e si incarica la società APIS s.r.l. di provvedere alla selezione del personale mediante affidamento diretto.

Ora dubito che si possa dichiarare che ci sia stata adeguata pubblicità per avvisi e selezione svolti nel mese di agosto. O perlomeno deve essere dimostrata. A richiesta di accesso agli atti di alcuni consiglieri si attesta che sono pervenute 91 domande, ma nulla è dato sapere circa la modalità con cui l'agenzia ha effettuato la selezione di 6 unità. A mente dell'art 35 di come sia avvenuta la selezione dovrà prima o poi essere resa edotta l'amministrazione ricevente, anche a proposito del previsto colloquio di idoneità. Sul sito dell'Apis non c'è traccia dell'avviso e delle modalità attuate per lo svolgimento della prova.

Né, tantomeno, potrà essere invocata la proroga da 6 a 24 mesi non solo perché escluse in origine dalla stazione appaltante (nelle more dello svolgimento di una gara per 18 mesi), ma anche per ovvie ragioni di economicità e di opportunità per l'approccio ad una gara sotto soglia. Quindi una domanda sorge spontanea: valeva la pena. Certo che NO, sia pur se è solo il mio punto di vista. Poteva essere fatto di più e meglio nel totale rispetto dell'art. 35 del D. lgs 165/2001? Certo che SI, perché non si gioca con il futuro delle persone, con le aspirazioni dei giovani e con la speranza di lavoro stabile.

La conclusione di questa storia è ancora tutta da scoprire, ma quel che è certo, è che c'è una responsabilità politica che non può essere scaricata sui funzionari, perché i funzionari non possono essere la foglia di fico di scelte amministrative e atti di indirizzo che sono compiuti dall'Amministrazione Comunale. Stante anche la moria e le dimissioni dei funzionari dai ruoli apicali dell'ente.

Di più, chi conosce la mia storia personale sa che una decina d'anni fa ho svolto una battaglia analoga sui concorsi alla Provincia di Barletta Andria Trani e non posso tacere in un pasticcio come questo.

Potrei continuare con tanti altri esempi, ma credo che questi siano sufficienti a evidenziare assenza di condivisione e scelte discutibili sotto qualsiasi profilo. Certo è, che non possono essere fatte in mio nome e che non posso girare lo sguardo da un'altra parte. Non sono io ad aver mancato agli impegni assunti in campagna elettorale. Semmai sono io a dover prendere atto del "fai che vuoi". E devo dire che lo faccio molto volentieri senza rimpianti. Per questo mi sono dimesso da Presidente del Consiglio, per riappropriarmi del ruolo di consigliere comunale. Qui, libero dai doveri istituzionali- formali di uno statuto e di un regolamento che fanno acqua da tutte le parti, potrò svolgere il mio ruolo con responsabilità, diligenza e onore.

Concludo. Da oggi sono all'opposizione, fuori dalla maggioranza, perché sapete tutti che le comunicazioni sono interrotte da ben prima del 19 settembre, il giorno del miracolo di San Gennaro, appunto. Con una avvertenza doverosa, quando, e se, saranno presentati atti coerenti con il programma elettorale di Città Futura non farò mancare il mio voto.

Manca in tutto questo argomentare la politica, perché quella in questo momento non c'è, è come si dice sub iudice. Io in ogni caso, sono dallo scorso anno, un iscritto del Partito Democratico, a cui ho aderito unitamente al Movimento Politico di Articolo Uno di cui sono stato presidente dell'Assemblea Regionale. Ma questo sarà oggetto del tempo a venire e non certo di quello accaduto fin qui. Grazie all'apparato amministrativo per l'assistenza fornitami nel corso del mandato che credo di aver svolto con diligenza oltre che nel pieno rispetto delle prerogative della maggioranza che a quel ruolo mi aveva chiamato».
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