
Associazioni
Cibo per strada ai felini? I problemi per strada a San Ferdinando
Ce ne parla Annarita Distaso: volontaria dell'associazione Enpa Barletta
San Ferdinando - sabato 10 gennaio 2026
15.52
C'è chi per fare del bene agli animali lascia loro cibo, a volte scarti, spesso senza neanche sapere che questo apparente gesto d'amore potrebbe portare quello stesso animale alla morte.
A questo proposito abbiamo chiesto ad Annarita Distaso – volontaria dell'Enpa Barletta – di parlarci della situazione dei "piattinari" e delle conseguenze ed eventuali rischi che ne conseguono.
Perchè la gente non dovrebbe lasciare questi piattini con del cibo o come potrebbe farlo in modo sicuro? Quali sono le conseguenze?
"Il problema della gente che porta solo cibo ai gatti è molteplice a parte quello legale, si crea reato nel momento in cui si lascia scarto alimentare su suolo pubblico, ma soprattutto quello morale. La maggior parte di loro non ha nessuna cognizione di causa, non ha nessuna conoscenza del felino, non riesce a capire che dare cibo sul marciapiede, su una strada a scorrimento veloce, su un incrocio trafficatissimo, in posizioni assurde mette a rischio l'animale. È un po' come l'animale selvatico, il quale quando non ha cibo nella foresta, nel bosco, si avvicina alla città e lì trova la morte. Perché per avvicinarsi alla città deve attraversare le strade e sulla strada ci muore" – inizia Annarita parlando dei pericoli a cui vanno incontro questi felini.
Continua la volontaria dell'Enpa spiegando prima di tutto l'importanza del posto in cui si lascia cibo all'animale: "Bisogna capire bene il punto di alimentazione del gatto; il gatto segue il gattaro/a. Io ho spostato negli anni molti punti di alimentazione proprio per il benessere e la tutela di quegli animali. Lì dove c'è una strada a scorrimento veloce, lì dove c'è una situazione di incompatibilità con il vicinato e quindi si rischia di avvelenare l'animale, lì dove c'è un incrocio molto affollato perché ci sono delle scuole o delle attività. Il gatto riconosce l'orario, riconosce la macchina del gattaro e quindi attraversa la strada per andare da lui. Non è un caso che la maggior parte dei sinistri stradali accadono nell'orario in cui il 'piattinaro/a' di turno va ad alimentare l'animale".
Fa poi riferimento Annarita a tutte le problematiche di salute che il gatto potrebbe presentare e che il 'piattinaro' potrebbe non notare – non essendo abbastanza esperto – a differenza dei gattari.
"Oltre a questi problemi ci sono anche i problemi di salute. Il cittadino medio che va a lasciare cibo ai gatti non riconosce le problematiche dei gatti: quindi se è raffreddato, o se ha avuto un morso da lotta di accoppiamento e quindi il gatto muore. Una vera gattara o gattaro se ne accorge ed interviene con antibiotico sul posto, ecco la differenza – continua - quindi queste persone pensano nel loro io di fare del bene a questi animali e invece creano solo danni".
Parla poi di alcune zone di San Ferdinando che presentano particolari problemi legati alle morti di questi animali: "Ci sono problematiche in svariati punti della città. C'è una zona, la 167, che presenta oramai da più di dieci anni un rischio avvelenamento per questi animali e non abbiamo mai capito chi sia – continua - ma molti di loro non riescono a capire che sono i primi a creare il disagio; perché lasciare cibo, scarti aizza ancora di più l'essere umano e si sente poi giustificato ad uccidere quegli animali".
Quello del cibo non è l'unico problema afferma Annarita: "Un'altra cosa che fa male al gatto è non sterilizzarli: non solo non hanno cura dei gatti, ma non attivano la sterilizzazione, perché nella loro mente il portare cibo è già tanto. Ma lì dove c'è il 'piattinaro' ci sarà sempre una moria di gattini, non sterilizzando aumenta il randagismo. Per me è un abbandono legalizzato, perché se i gatti hanno meno cibo sono meno proliferi a fare figli. Se tu gli alimenti, li gonfi continueranno a partorire minimo quattro volte all'anno".
Ma non tutto è perduto, perché dare cibo con le dovute cure salva la vita dell'animale: "Io non dico di non portare cibo, io dico di portare cibo in modo corretto: alimentare gli animali in posizioni corrette, non mettendoli a rischio di morte, tenere il suolo pubblico pulito, cercare di contattare l'associazione quando si nota che l'animale non sta bene, perché potrebbe insegnargli a curare quel gatto sul posto, censire la colonia e attivare la sterilizzazione, lavorare con noi per la cattura, la presa e la portata in Asl".
In quali città è attiva l'Enpa Barletta?
"L'Enpa è attiva anche sul territorio di San Ferdinando, anche su Andria. Ma diamo solo consigli, difficilmente riusciamo ad intervenire personalmente. A San Ferdinando ci sono un paio di volontari che sono di San Ferdinando e operano su San Ferdinando, ma sono volontari Enpa. A Bisceglie ci sono delle volontarie Enpa Barletta che operano su territorio di Bisceglie. Ho svariati contatti in tutta la Bat per i consigli sulla gestione, sulla sterilizzazione, sulla cattura, sulle problematiche, sulla salute. Cerchiamo di essere vicini a tutti nel nostro quotidiano".
A questo proposito abbiamo chiesto ad Annarita Distaso – volontaria dell'Enpa Barletta – di parlarci della situazione dei "piattinari" e delle conseguenze ed eventuali rischi che ne conseguono.
Perchè la gente non dovrebbe lasciare questi piattini con del cibo o come potrebbe farlo in modo sicuro? Quali sono le conseguenze?
"Il problema della gente che porta solo cibo ai gatti è molteplice a parte quello legale, si crea reato nel momento in cui si lascia scarto alimentare su suolo pubblico, ma soprattutto quello morale. La maggior parte di loro non ha nessuna cognizione di causa, non ha nessuna conoscenza del felino, non riesce a capire che dare cibo sul marciapiede, su una strada a scorrimento veloce, su un incrocio trafficatissimo, in posizioni assurde mette a rischio l'animale. È un po' come l'animale selvatico, il quale quando non ha cibo nella foresta, nel bosco, si avvicina alla città e lì trova la morte. Perché per avvicinarsi alla città deve attraversare le strade e sulla strada ci muore" – inizia Annarita parlando dei pericoli a cui vanno incontro questi felini.
Continua la volontaria dell'Enpa spiegando prima di tutto l'importanza del posto in cui si lascia cibo all'animale: "Bisogna capire bene il punto di alimentazione del gatto; il gatto segue il gattaro/a. Io ho spostato negli anni molti punti di alimentazione proprio per il benessere e la tutela di quegli animali. Lì dove c'è una strada a scorrimento veloce, lì dove c'è una situazione di incompatibilità con il vicinato e quindi si rischia di avvelenare l'animale, lì dove c'è un incrocio molto affollato perché ci sono delle scuole o delle attività. Il gatto riconosce l'orario, riconosce la macchina del gattaro e quindi attraversa la strada per andare da lui. Non è un caso che la maggior parte dei sinistri stradali accadono nell'orario in cui il 'piattinaro/a' di turno va ad alimentare l'animale".
Fa poi riferimento Annarita a tutte le problematiche di salute che il gatto potrebbe presentare e che il 'piattinaro' potrebbe non notare – non essendo abbastanza esperto – a differenza dei gattari.
"Oltre a questi problemi ci sono anche i problemi di salute. Il cittadino medio che va a lasciare cibo ai gatti non riconosce le problematiche dei gatti: quindi se è raffreddato, o se ha avuto un morso da lotta di accoppiamento e quindi il gatto muore. Una vera gattara o gattaro se ne accorge ed interviene con antibiotico sul posto, ecco la differenza – continua - quindi queste persone pensano nel loro io di fare del bene a questi animali e invece creano solo danni".
Parla poi di alcune zone di San Ferdinando che presentano particolari problemi legati alle morti di questi animali: "Ci sono problematiche in svariati punti della città. C'è una zona, la 167, che presenta oramai da più di dieci anni un rischio avvelenamento per questi animali e non abbiamo mai capito chi sia – continua - ma molti di loro non riescono a capire che sono i primi a creare il disagio; perché lasciare cibo, scarti aizza ancora di più l'essere umano e si sente poi giustificato ad uccidere quegli animali".
Quello del cibo non è l'unico problema afferma Annarita: "Un'altra cosa che fa male al gatto è non sterilizzarli: non solo non hanno cura dei gatti, ma non attivano la sterilizzazione, perché nella loro mente il portare cibo è già tanto. Ma lì dove c'è il 'piattinaro' ci sarà sempre una moria di gattini, non sterilizzando aumenta il randagismo. Per me è un abbandono legalizzato, perché se i gatti hanno meno cibo sono meno proliferi a fare figli. Se tu gli alimenti, li gonfi continueranno a partorire minimo quattro volte all'anno".
Ma non tutto è perduto, perché dare cibo con le dovute cure salva la vita dell'animale: "Io non dico di non portare cibo, io dico di portare cibo in modo corretto: alimentare gli animali in posizioni corrette, non mettendoli a rischio di morte, tenere il suolo pubblico pulito, cercare di contattare l'associazione quando si nota che l'animale non sta bene, perché potrebbe insegnargli a curare quel gatto sul posto, censire la colonia e attivare la sterilizzazione, lavorare con noi per la cattura, la presa e la portata in Asl".
In quali città è attiva l'Enpa Barletta?
"L'Enpa è attiva anche sul territorio di San Ferdinando, anche su Andria. Ma diamo solo consigli, difficilmente riusciamo ad intervenire personalmente. A San Ferdinando ci sono un paio di volontari che sono di San Ferdinando e operano su San Ferdinando, ma sono volontari Enpa. A Bisceglie ci sono delle volontarie Enpa Barletta che operano su territorio di Bisceglie. Ho svariati contatti in tutta la Bat per i consigli sulla gestione, sulla sterilizzazione, sulla cattura, sulle problematiche, sulla salute. Cerchiamo di essere vicini a tutti nel nostro quotidiano".
Ricevi aggiornamenti e contenuti da San Ferdinando 

.jpg)




