
Religioni
Festa del papà: una benedizione speciale per i padri generativi nel corpo e nello spirito - FOTO
«Una paternità che custodisca, che dia consigli, che educhi nella Fede»: parla don Ruggiero Lattanzio
San Ferdinando - venerdì 20 marzo 2026
10.40
Nella giornata di ieri 19 marzo – al Sacro Cuore di Gesù – una benedizione speciale per tutti i papà 'generativi e non', come ha ben definito il parroco don Ruggiero Lattanzo.
«È facile essere fertili, è difficile essere fecondi. Il primo è generato dalla natura, il secondo dalla grazia. Si può non avere figli ma si può essere generativi nella Fede – continua – questo è il senso dell'essere padri in senso cristiani».
«Uno potrebbe essere anche senza figli, ma è padre, perché ha generato comunque nella fede, nell'amore, nella custodia altre persone. Ci sono delle persone che riescono ad essere padri con tutti, non soltanto con i propri figli, ma anche con i figli degli altri»: spiegando come sia sicuramente capitato a diversi di noi di avere qualcuno nella propria vita che si è comportato proprio 'come un padre': «Perché si è preso cura di te, perché ti ha consigliato in un momento particolare, perché ti ha dato la vita e dare la vita non è soltanto mettere al mondo, dare la vita significa molto altro».
Si rivolge poi alla figura del patrono festeggiato: «Ecco, San Giuseppe è stato scelto come patrono dei papà, un padre che non ha usato fertilità, ha usato solo fecondità e per questo motivo è per noi il modello: è il modello della Fede, è il modello dei cristiani, è il modello dei papà, è il modello dei preti, è il modello di genitori cristiani, è il modello degli educatori cristiani, cioè di coloro che devono far nascere Dio nel cuore delle persone che gli vengono affidate. Ecco è questo il senso dell'essere padri secondo i cristiani».
Ha fatto notare poi come – se la festa della mamma in tutto il mondo si festeggia la seconda domenica di maggio - la festa del papà è festeggiata il giorno di San Giuseppe solo da noi cristiani : «Perché per noi conta la grazia, perché i doni che tu hai avuto – rivolgendosi alla schiera dei papà – il tuo essere sposo, il tuo essere padre, il tuo essere figlio, il tuo essere genitore, qualunque cosa, se non va nell'orizzonte della grazia non serve a niente».
Conclude: «Vogliamo quindi affidare al Signore la nostra paternità e chiedergli la grazia che possa assomigliare sempre di più a quella di San Giuseppe: una paternità che custodisca, che dia consigli, che educhi nella Fede».
«È facile essere fertili, è difficile essere fecondi. Il primo è generato dalla natura, il secondo dalla grazia. Si può non avere figli ma si può essere generativi nella Fede – continua – questo è il senso dell'essere padri in senso cristiani».
«Uno potrebbe essere anche senza figli, ma è padre, perché ha generato comunque nella fede, nell'amore, nella custodia altre persone. Ci sono delle persone che riescono ad essere padri con tutti, non soltanto con i propri figli, ma anche con i figli degli altri»: spiegando come sia sicuramente capitato a diversi di noi di avere qualcuno nella propria vita che si è comportato proprio 'come un padre': «Perché si è preso cura di te, perché ti ha consigliato in un momento particolare, perché ti ha dato la vita e dare la vita non è soltanto mettere al mondo, dare la vita significa molto altro».
Si rivolge poi alla figura del patrono festeggiato: «Ecco, San Giuseppe è stato scelto come patrono dei papà, un padre che non ha usato fertilità, ha usato solo fecondità e per questo motivo è per noi il modello: è il modello della Fede, è il modello dei cristiani, è il modello dei papà, è il modello dei preti, è il modello di genitori cristiani, è il modello degli educatori cristiani, cioè di coloro che devono far nascere Dio nel cuore delle persone che gli vengono affidate. Ecco è questo il senso dell'essere padri secondo i cristiani».
Ha fatto notare poi come – se la festa della mamma in tutto il mondo si festeggia la seconda domenica di maggio - la festa del papà è festeggiata il giorno di San Giuseppe solo da noi cristiani : «Perché per noi conta la grazia, perché i doni che tu hai avuto – rivolgendosi alla schiera dei papà – il tuo essere sposo, il tuo essere padre, il tuo essere figlio, il tuo essere genitore, qualunque cosa, se non va nell'orizzonte della grazia non serve a niente».
Conclude: «Vogliamo quindi affidare al Signore la nostra paternità e chiedergli la grazia che possa assomigliare sempre di più a quella di San Giuseppe: una paternità che custodisca, che dia consigli, che educhi nella Fede».
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