
Politica
Servizi sociali, l’opposizione attacca: «Il P.I.S. non è mai partito. Oltre sei mesi senza un servizio essenziale»
I consiglieri Acquaviva, Musci e Camporeale denunciano il mancato avvio del Pronto Intervento Sociale e chiedono le dimissioni dell’assessora
San Ferdinando - venerdì 21 agosto 2026
9.26 Comunicato Stampa
Una dura presa di posizione arriva dai consiglieri comunali di opposizione di San Ferdinando di Puglia, Antonio Mario Acquaviva, Biagio Musci e Angela Camporeale, firmatari di una nota nella quale contestano la gestione del settore Servizi Sociali. Al centro della denuncia c'è il mancato avvio del Servizio di Pronto Intervento Sociale (P.I.S.), qualificato come Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali, oltre alla gestione dell'affidamento diretto poi decaduto. I consiglieri parlano di una vicenda che avrebbe prodotto ritardi, risorse non utilizzate e un grave danno per le fasce più fragili della comunità, chiedendo all'assessora con delega ai Servizi Sociali di assumersi la responsabilità politica della situazione e di rassegnare le dimissioni.
Di seguito il testo integrale:
«Secondo quanto denunciato dall'opposizione, l'Assessora è ormai divenuta il simbolo politico di questa incapacità di spendere le risorse del proprio assessorato: circa € 1.500.000 destinati ai Servizi Sociali risultano non spesi sin dalla precedente amministrazione, nella quale la stessa ricopriva già la delega ai Servizi Sociali.
Una continuità politica che rende ancora più grave la domanda: se ci sono risorse, perché non vengono trasformate in servizi per i cittadini più fragili?
Dopo mesi di silenzi della Giunta, l'affidamento diretto decade in autotutela. Il Pronto Intervento Sociale non è mai decollato. Ma non si tratta di un servizio classificato come Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali?
SAN FERDINANDO DI PUGLIA, 20 AGOSTO 2026 – Con l'affissione all'Albo Pretorio della Determinazione Dirigenziale n. 324 del 10/08/2026, resta aperta la questione dell'avvio del Servizio P.I.S. il cui procedimento di ricorso alla procedura di affidamento diretto è stato avviato a seguito dell'indirizzo fornito con delibera di Coordinamento istituzionale nella seduta del 22.01.2026, in cui, "considerata l'importanza del Servizio P.I.S. e la natura di L.E.P.S. dello stesso, ha fornito l'indirizzo di procedere fin da subito all'individuazione di un nuovo Operatore Economico, anche ricorrendo alla procedura di affidamento diretto, per un costo presunto su base annua pari a €.100.000,00, demandando all'Ufficio l'adozione degli atti consequenziali.
L'Affidamento diretto di cui alla Determinazione Gestionale n. 21 del 10/02/2026, disposto in favore della Cooperativa Sociale "Promozione Sociale e Solidarietà" Onlus di Trani per un valore totale di € 96.687,71 IVA compresa, sembra non essere stato adottato sulla base di preventive verifiche di fattibilità tecnica, logistica e organizzativa che ne consentissero la reale partenza.
Si è concluso, pertanto, nel peggiore dei modi la vicenda dell'affidamento fiduciario del Servizio di Pronto Intervento Sociale (P.I.S.). La Stazione Appaltante ha dovuto dichiarare la decadenza definitiva dell'affidamento alla Onlus di Trani.
Il servizio, finanziato con i fondi del Piano Povertà ed espressamente qualificato come Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali (L.E.P.S.), non è mai decollato, privando la comunità di un'assistenza fondamentale per oltre sei mesi.
La decadenza, disposta ai sensi dell'art. 21-quinquies della Legge 241/1990 prima della stipulazione del contratto definitivo, conferma puntualmente tutte le denunce sollevate dall'opposizione. Come ammesso dagli stessi uffici comunali, l'operatore economico Onlus di Trani, individuato tramite affidamento diretto con Determina n. 21 del 10/02/2026, ha presentato un progetto in cui indicava erroneamente come propria sede operativa l'immobile di Via Cesare Battisti n. 26. Tale stabile non solo non era nella disponibilità della Onlus, ma corrispondeva alla sede originariamente proposta dalla precedente Cooperativa Martino, poi risultata rinunciataria.
In data 29 maggio 2026, l'operatore ha ammesso l'indisponibilità dell'immobile, chiedendo all'Ambito Territoriale (A.T.S.) di farsi carico di trovarne un altro. Una richiesta irricevibile, poiché — come risposto dall'Ufficio di Piano il 1° giugno 2026 — spettava interamente al partner privato disporre di strutture idonee ed autorizzate per lo svolgimento delle attività. A ciò si sono aggiunti macroscopici errori nella proposta economica, con l'applicazione di un'aliquota IVA errata al 10% anziché al 5%.
La deliberazione di Giunta n. 66 del 13 maggio 2026, con cui l'Amministrazione Lamacchia ha concesso in comodato d'uso gratuito l'immobile comunale della ex sede Pro Loco di Piazza della Costituzione alla Onlus affidataria, si rivela oggi per quello che era: una distorsione post-gara finalizzata a compensare la totale assenza di requisiti logistici del secondo operatore. Nonostante questa concessione straordinaria a zero spese — un enorme vantaggio patrimoniale mai offerto alla prima Cooperativa Martino, a cui erano stati invece richiesti oneri logistici e di cofinanziamento autonomo per ben 60.000 euro — l'operatore di Trani ha persistito nell'inerzia, chiedendo di sospendere il servizio.
Il 27 luglio 2026 il Comune ha infine intimato l'avvio del servizio entro 5 giorni. Il totale silenzio dell'operatore ha costretto l'Ente alla revoca dell'affidamento e al disimpegno dell'intera somma di € 96.687,71. A rimetterci sono unicamente i cittadini più fragili, vittime di una gestione amministrativa superficiale che ha preferito la strada opaca e fiduciaria dell'affidamento diretto anziché la trasparenza di un tavolo aperto di co-progettazione o di un bando pubblico concorrenziale.
"Questa triste vicenda dimostra come la superficialità amministrativa abbia prodotto un fallimento annunciato. Abbiamo perso tempo prezioso, abbiamo rinunciato a un cofinanziamento privato di 60.000 euro e, soprattutto, abbiamo lasciato senza un servizio essenziale (L.E.P.S.) le famiglie in emergenza sociale del nostro territorio. Se un servizio classificato come LEPS viene gestito con una tale approssimazione, sciatteria amministrativa e frettolosità inconcludente, nonostante la disponibilità di strumenti normativi di semplificazione delle procedure amministrative di affidamento diretto, cosa mai ci si può aspettare per i servizi che richiedono programmazione e pianificazione strategica, visione e efficacia di risultato?
Di fronte a questo colossale disastro amministrativo, economico e sociale, le scuse non bastano più. Chi ha la responsabilità politica del Settore Servizi Sociali deve risponderne davanti alla cittadinanza. Chiediamo un atto di dignità e l'immediata presentazione delle dimissioni da parte dell'Assessora con delega ai Servizi Sociali. San Ferdinando di Puglia non può più tollerare che l'approssimazione di chi governa si traduca nella privazione dei diritti.»
Di seguito il testo integrale:
«Secondo quanto denunciato dall'opposizione, l'Assessora è ormai divenuta il simbolo politico di questa incapacità di spendere le risorse del proprio assessorato: circa € 1.500.000 destinati ai Servizi Sociali risultano non spesi sin dalla precedente amministrazione, nella quale la stessa ricopriva già la delega ai Servizi Sociali.
Una continuità politica che rende ancora più grave la domanda: se ci sono risorse, perché non vengono trasformate in servizi per i cittadini più fragili?
Dopo mesi di silenzi della Giunta, l'affidamento diretto decade in autotutela. Il Pronto Intervento Sociale non è mai decollato. Ma non si tratta di un servizio classificato come Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali?
SAN FERDINANDO DI PUGLIA, 20 AGOSTO 2026 – Con l'affissione all'Albo Pretorio della Determinazione Dirigenziale n. 324 del 10/08/2026, resta aperta la questione dell'avvio del Servizio P.I.S. il cui procedimento di ricorso alla procedura di affidamento diretto è stato avviato a seguito dell'indirizzo fornito con delibera di Coordinamento istituzionale nella seduta del 22.01.2026, in cui, "considerata l'importanza del Servizio P.I.S. e la natura di L.E.P.S. dello stesso, ha fornito l'indirizzo di procedere fin da subito all'individuazione di un nuovo Operatore Economico, anche ricorrendo alla procedura di affidamento diretto, per un costo presunto su base annua pari a €.100.000,00, demandando all'Ufficio l'adozione degli atti consequenziali.
L'Affidamento diretto di cui alla Determinazione Gestionale n. 21 del 10/02/2026, disposto in favore della Cooperativa Sociale "Promozione Sociale e Solidarietà" Onlus di Trani per un valore totale di € 96.687,71 IVA compresa, sembra non essere stato adottato sulla base di preventive verifiche di fattibilità tecnica, logistica e organizzativa che ne consentissero la reale partenza.
Si è concluso, pertanto, nel peggiore dei modi la vicenda dell'affidamento fiduciario del Servizio di Pronto Intervento Sociale (P.I.S.). La Stazione Appaltante ha dovuto dichiarare la decadenza definitiva dell'affidamento alla Onlus di Trani.
Il servizio, finanziato con i fondi del Piano Povertà ed espressamente qualificato come Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali (L.E.P.S.), non è mai decollato, privando la comunità di un'assistenza fondamentale per oltre sei mesi.
La decadenza, disposta ai sensi dell'art. 21-quinquies della Legge 241/1990 prima della stipulazione del contratto definitivo, conferma puntualmente tutte le denunce sollevate dall'opposizione. Come ammesso dagli stessi uffici comunali, l'operatore economico Onlus di Trani, individuato tramite affidamento diretto con Determina n. 21 del 10/02/2026, ha presentato un progetto in cui indicava erroneamente come propria sede operativa l'immobile di Via Cesare Battisti n. 26. Tale stabile non solo non era nella disponibilità della Onlus, ma corrispondeva alla sede originariamente proposta dalla precedente Cooperativa Martino, poi risultata rinunciataria.
In data 29 maggio 2026, l'operatore ha ammesso l'indisponibilità dell'immobile, chiedendo all'Ambito Territoriale (A.T.S.) di farsi carico di trovarne un altro. Una richiesta irricevibile, poiché — come risposto dall'Ufficio di Piano il 1° giugno 2026 — spettava interamente al partner privato disporre di strutture idonee ed autorizzate per lo svolgimento delle attività. A ciò si sono aggiunti macroscopici errori nella proposta economica, con l'applicazione di un'aliquota IVA errata al 10% anziché al 5%.
La deliberazione di Giunta n. 66 del 13 maggio 2026, con cui l'Amministrazione Lamacchia ha concesso in comodato d'uso gratuito l'immobile comunale della ex sede Pro Loco di Piazza della Costituzione alla Onlus affidataria, si rivela oggi per quello che era: una distorsione post-gara finalizzata a compensare la totale assenza di requisiti logistici del secondo operatore. Nonostante questa concessione straordinaria a zero spese — un enorme vantaggio patrimoniale mai offerto alla prima Cooperativa Martino, a cui erano stati invece richiesti oneri logistici e di cofinanziamento autonomo per ben 60.000 euro — l'operatore di Trani ha persistito nell'inerzia, chiedendo di sospendere il servizio.
Il 27 luglio 2026 il Comune ha infine intimato l'avvio del servizio entro 5 giorni. Il totale silenzio dell'operatore ha costretto l'Ente alla revoca dell'affidamento e al disimpegno dell'intera somma di € 96.687,71. A rimetterci sono unicamente i cittadini più fragili, vittime di una gestione amministrativa superficiale che ha preferito la strada opaca e fiduciaria dell'affidamento diretto anziché la trasparenza di un tavolo aperto di co-progettazione o di un bando pubblico concorrenziale.
"Questa triste vicenda dimostra come la superficialità amministrativa abbia prodotto un fallimento annunciato. Abbiamo perso tempo prezioso, abbiamo rinunciato a un cofinanziamento privato di 60.000 euro e, soprattutto, abbiamo lasciato senza un servizio essenziale (L.E.P.S.) le famiglie in emergenza sociale del nostro territorio. Se un servizio classificato come LEPS viene gestito con una tale approssimazione, sciatteria amministrativa e frettolosità inconcludente, nonostante la disponibilità di strumenti normativi di semplificazione delle procedure amministrative di affidamento diretto, cosa mai ci si può aspettare per i servizi che richiedono programmazione e pianificazione strategica, visione e efficacia di risultato?
Di fronte a questo colossale disastro amministrativo, economico e sociale, le scuse non bastano più. Chi ha la responsabilità politica del Settore Servizi Sociali deve risponderne davanti alla cittadinanza. Chiediamo un atto di dignità e l'immediata presentazione delle dimissioni da parte dell'Assessora con delega ai Servizi Sociali. San Ferdinando di Puglia non può più tollerare che l'approssimazione di chi governa si traduca nella privazione dei diritti.»
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