
Eventi e cultura
Truffe agli anziani: manipolazione emotiva dei valori che portano con sé - FOTO
Il capitano Anna Miulli e il Maresciallo Capo Stefano Rasola spiegano le dinamiche e come reagire
San Ferdinando - domenica 24 maggio 2026
06.30
Si è svolto nella giornata di ieri – 23 maggio – presso il centro "Generazione Insieme" un incontro sulla prevenzione della truffa agli anziani organizzato dall'associazione nazionale Carabinieri di San Ferdinando di Puglia.
Presente anche la Protezione Civile e l'assessora alle politiche culturali Maria Riccarda Scaringi.
Sono intervenuti il Capitano Anna Miulli (psicologa del Comando Legione Carabinieri Puglia) e il Maresciallo Capo Stefano Rasola (comandante della locale Stazione Carabinieri).
L'evento è stato inaugurato dall'intonazione dell'Inno d'Italia, che ha visto tutti i presenti alzarsi in piedi e cantare con compostezza l'inno. Subito dopo il presidente dell'associazione Nazionale Carabinieri di San Ferdinando - nella persona di Rocco Fanelli - ha ringraziato l'Arma dei Carabinieri per «l'impegno con cui ogni giorno difendono la serenità di tutti» aggiungendo tanta stima e ringraziamenti anche per la disponibilità del capitano e del maresciallo capo.
«È un tema molto particolare che colpisce tutta la popolazione, dal nord al sud Italia, alle isole»: inizia così il maresciallo capo Rasola specificando poi come nessuno si debba sentire escluso dall'essere colpito da questi eventi vergognosi.
«Il tema quindi è molto delicato: la tutela delle persone anziane ci sta molto a cuore. Gli anziani sono sempre più fragili di fronte alle insidie delle modalità»: aggiunge.
Spiega poi il maresciallo come uno degli atteggiamenti che può farci comprendere la truffa in atto è proprio la fretta: «Quando una persona viene chiamata – durante una truffa - l'interlocutore ha fretta di colpire direttamente la persona, ha fretta di far cadere la persona in trappola».
Poi spiega: «Spesso queste persone si spacciano per carabinieri, per medici, per tecnici del gas e quant'altro. Utilizzano quindi questa falsa autorità che non hanno – e aggiunge – giocano sull'emotività della persona nel momento in cui gli viene detto che un suo parente è in pericolo. Inoltre i truffatori hanno un aspetto rassicurante, non sono i tipici ladri di appartamento e di auto: sono generalmente ben vestiti e spesso sanno ben parlare. Studiano le abitudini delle persone, usano i social e il web. L'obiettivo è uno solo: ottenere denaro, dati personali o l'accesso all'interno delle abitazioni».
«Loro riescono a volte a fare le relazioni parentali fra le persone, ma non conoscono i nomi delle persone citate»: spiegando come a volte siamo noi stessi a fornire il nome dell'apparente parente coinvolto.
È intervenuta subito dopo il capitano Miulli che - dopo aver riassunto in poche parole gli aspetti sui quali i truffatori giocano - ha specificato con fermezza quanto le vere istituzioni non chiedano soldi: «Le emozioni, la fretta, la fiducia nelle istituzioni: i carabinieri – per l'amministrazione che noi rappresentiamo – o una qualsivoglia forza dell'ordine, o una forza paramilitare che vi chiede dei soldi in cambio di una prestazione non è un uomo di legge».
Continua il capitano: «Ma cosa è fondamentale fare perché questo fenomeno non si verifichi? Creare una rete di prevenzione e lavorare su quello che è il concetto della solitudine, dell'isolamento sociale. Un anziano viene scelto perché magari intorno a sé non ha una rete familiare sempre presente»
Sono stati poi conferiti al capitano Miulli e al maresciallo capo Rasola delle targhe di riconoscimento per aver portato il giusto prestigio all'evento a tutela degli anziani e della comunità.
Presente anche la Protezione Civile e l'assessora alle politiche culturali Maria Riccarda Scaringi.
Sono intervenuti il Capitano Anna Miulli (psicologa del Comando Legione Carabinieri Puglia) e il Maresciallo Capo Stefano Rasola (comandante della locale Stazione Carabinieri).
L'evento è stato inaugurato dall'intonazione dell'Inno d'Italia, che ha visto tutti i presenti alzarsi in piedi e cantare con compostezza l'inno. Subito dopo il presidente dell'associazione Nazionale Carabinieri di San Ferdinando - nella persona di Rocco Fanelli - ha ringraziato l'Arma dei Carabinieri per «l'impegno con cui ogni giorno difendono la serenità di tutti» aggiungendo tanta stima e ringraziamenti anche per la disponibilità del capitano e del maresciallo capo.
«È un tema molto particolare che colpisce tutta la popolazione, dal nord al sud Italia, alle isole»: inizia così il maresciallo capo Rasola specificando poi come nessuno si debba sentire escluso dall'essere colpito da questi eventi vergognosi.
«Il tema quindi è molto delicato: la tutela delle persone anziane ci sta molto a cuore. Gli anziani sono sempre più fragili di fronte alle insidie delle modalità»: aggiunge.
Spiega poi il maresciallo come uno degli atteggiamenti che può farci comprendere la truffa in atto è proprio la fretta: «Quando una persona viene chiamata – durante una truffa - l'interlocutore ha fretta di colpire direttamente la persona, ha fretta di far cadere la persona in trappola».
Poi spiega: «Spesso queste persone si spacciano per carabinieri, per medici, per tecnici del gas e quant'altro. Utilizzano quindi questa falsa autorità che non hanno – e aggiunge – giocano sull'emotività della persona nel momento in cui gli viene detto che un suo parente è in pericolo. Inoltre i truffatori hanno un aspetto rassicurante, non sono i tipici ladri di appartamento e di auto: sono generalmente ben vestiti e spesso sanno ben parlare. Studiano le abitudini delle persone, usano i social e il web. L'obiettivo è uno solo: ottenere denaro, dati personali o l'accesso all'interno delle abitazioni».
«Loro riescono a volte a fare le relazioni parentali fra le persone, ma non conoscono i nomi delle persone citate»: spiegando come a volte siamo noi stessi a fornire il nome dell'apparente parente coinvolto.
È intervenuta subito dopo il capitano Miulli che - dopo aver riassunto in poche parole gli aspetti sui quali i truffatori giocano - ha specificato con fermezza quanto le vere istituzioni non chiedano soldi: «Le emozioni, la fretta, la fiducia nelle istituzioni: i carabinieri – per l'amministrazione che noi rappresentiamo – o una qualsivoglia forza dell'ordine, o una forza paramilitare che vi chiede dei soldi in cambio di una prestazione non è un uomo di legge».
Continua il capitano: «Ma cosa è fondamentale fare perché questo fenomeno non si verifichi? Creare una rete di prevenzione e lavorare su quello che è il concetto della solitudine, dell'isolamento sociale. Un anziano viene scelto perché magari intorno a sé non ha una rete familiare sempre presente»
Sono stati poi conferiti al capitano Miulli e al maresciallo capo Rasola delle targhe di riconoscimento per aver portato il giusto prestigio all'evento a tutela degli anziani e della comunità.
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