
Attualità
Ufficio del Giudice di Pace Trinitapoli a rischio chiusura: ecco cosa sta succedendo
Le reazioni avverse da parte dei gruppi ed esponenti politici
San Ferdinando - lunedì 26 gennaio 2026
14.08
Una vicenda che scuote l'area ofantina: l'Ufficio del Giudice di Pace di Trinitapoli potrebbe chiudere a partire dal 1 marzo 2026. La decisione arriva a seguito di una nota inviata da Francesco Di Feo al Tribunale di Foggia, al Ministero della Giustizia, all'Associazione Forense di Trinitapoli e ai sindaci di San Ferdinando di Puglia e Margherita di Savoia, in cui si comunica l'impossibilità di proseguire con la gestione dell'ufficio.
La chiusura, causata dalla mancata disponibilità delle quote da parte di San Ferdinando e Margherita di Savoia e dall'impossibilità di Trinitapoli di farsi carico dell'intero onere, comporterebbe pesanti disagi per i cittadini. Attualmente l'ufficio rappresenta un presidio strategico di giustizia di prossimità, evitando agli utenti lunghi spostamenti verso il Tribunale di Foggia.
La presenza del Giudice di Pace, magistrato che si occupa di questioni giudiziarie di lieve entità, è particolarmente significativa, soprattutto negli ultimi mesi, segnati da episodi criminosi, come il danneggiamento dell'ufficio postale di San Ferdinando, che ha avuto eco nazionale.
La notizia ha suscitato reazioni politiche e sociali. L'avvocato Nicola Lopizzo, dirigente di Forza Italia a San Ferdinando, ha commentato: «La legalità non si tutela con passerelle o ospiti illustri, ma garantendo il funzionamento dei presidi di giustizia sul territorio. Tagliare i fondi a un ufficio giudiziario significa: A) Indebolire lo Stato dove la criminalità è più aggressiva; B) Costringere i cittadini, dal 1 marzo, a spostamenti faticosi e costosi per vedere riconosciuti i propri diritti; C) Depotenziare la cooperazione tra i comuni del comprensorio».
Anche Forza Italia di Margherita di Savoia ha espresso forte contrarietà: «L'Ufficio del Giudice di Pace non è solo un servizio amministrativo: è una garanzia concreta di tutela dei diritti dei cittadini, un punto di riferimento di prossimità che evita lunghi e onerosi spostamenti verso Foggia. La sua chiusura rappresenterebbe un arretramento dello Stato, alimentando disagio, senso di abbandono e sfiducia nelle istituzioni».
I consiglieri comunali di San Ferdinando Biagio Musci, Tonino Acquaviva e Angela Camporeale hanno chiesto una convocazione urgente del consiglio: «Il consiglio deve esprimersi in modo chiaro e responsabile su una scelta che incide direttamente sulla sicurezza, sulla legalità e sulla qualità dei servizi pubblici offerti ai cittadini».
Anche il movimento Trinitapoli Buona Politica: «Una scelta politica inaccettabile e incoerente con le affermazioni propagandistiche a favore della legalità. È urgente un incontro pubblico con i tre sindaci per discutere la vicenda».
«Una situazione gravissima. Se l'Ufficio chiude, i cittadini del nostro territorio saranno costretti a recarsi a Foggia per cause di modesta entità, verbali, controversie civili, pratiche che oggi si risolvono vicino casa.
«Più chilometri. Più costi. Più tempo perso. Meno diritti. Questa non è una questione tecnica. È una scelta politica che colpisce direttamente i cittadini di tre Comuni. Nessuna informazione ai cittadini. Nessun confronto pubblico», è invece quanto scrive il consigliere comunale di Margherita di Savoia, Emanuele Quarta.
La chiusura, causata dalla mancata disponibilità delle quote da parte di San Ferdinando e Margherita di Savoia e dall'impossibilità di Trinitapoli di farsi carico dell'intero onere, comporterebbe pesanti disagi per i cittadini. Attualmente l'ufficio rappresenta un presidio strategico di giustizia di prossimità, evitando agli utenti lunghi spostamenti verso il Tribunale di Foggia.
La presenza del Giudice di Pace, magistrato che si occupa di questioni giudiziarie di lieve entità, è particolarmente significativa, soprattutto negli ultimi mesi, segnati da episodi criminosi, come il danneggiamento dell'ufficio postale di San Ferdinando, che ha avuto eco nazionale.
La notizia ha suscitato reazioni politiche e sociali. L'avvocato Nicola Lopizzo, dirigente di Forza Italia a San Ferdinando, ha commentato: «La legalità non si tutela con passerelle o ospiti illustri, ma garantendo il funzionamento dei presidi di giustizia sul territorio. Tagliare i fondi a un ufficio giudiziario significa: A) Indebolire lo Stato dove la criminalità è più aggressiva; B) Costringere i cittadini, dal 1 marzo, a spostamenti faticosi e costosi per vedere riconosciuti i propri diritti; C) Depotenziare la cooperazione tra i comuni del comprensorio».
Anche Forza Italia di Margherita di Savoia ha espresso forte contrarietà: «L'Ufficio del Giudice di Pace non è solo un servizio amministrativo: è una garanzia concreta di tutela dei diritti dei cittadini, un punto di riferimento di prossimità che evita lunghi e onerosi spostamenti verso Foggia. La sua chiusura rappresenterebbe un arretramento dello Stato, alimentando disagio, senso di abbandono e sfiducia nelle istituzioni».
I consiglieri comunali di San Ferdinando Biagio Musci, Tonino Acquaviva e Angela Camporeale hanno chiesto una convocazione urgente del consiglio: «Il consiglio deve esprimersi in modo chiaro e responsabile su una scelta che incide direttamente sulla sicurezza, sulla legalità e sulla qualità dei servizi pubblici offerti ai cittadini».
Anche il movimento Trinitapoli Buona Politica: «Una scelta politica inaccettabile e incoerente con le affermazioni propagandistiche a favore della legalità. È urgente un incontro pubblico con i tre sindaci per discutere la vicenda».
«Una situazione gravissima. Se l'Ufficio chiude, i cittadini del nostro territorio saranno costretti a recarsi a Foggia per cause di modesta entità, verbali, controversie civili, pratiche che oggi si risolvono vicino casa.
«Più chilometri. Più costi. Più tempo perso. Meno diritti. Questa non è una questione tecnica. È una scelta politica che colpisce direttamente i cittadini di tre Comuni. Nessuna informazione ai cittadini. Nessun confronto pubblico», è invece quanto scrive il consigliere comunale di Margherita di Savoia, Emanuele Quarta.
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