A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese

Un’iniziativa nata dalla sinergia della Pro Loco e della scuola Dell’Aquila Staffa: generazioni che si uniscono attraverso una storia comune

martedì 12 maggio 2026 15.18
A cura di Anna Verzicco
San Ferdinando di Puglia, un paese dalla storia non troppo antica ma che – nonostante tutto – porta con sé un bagaglio di ricordi profondi e significativi, intessuto di mestieri ormai scomparsi e di luoghi che raccontavano e raccontano la quotidianità dell'epoca.

A questo proposito la Pro Loco – unitamente alla scuola Dell'Aquila-Staffa – ha ripercorso la storia dei nostri avi attraverso veri e propri racconti in alcuni dei punti storici del paesino: tutto questo attraverso le voci di sette tirocinanti di un corso di valorizzazione territoriale promozione del turismo.

«Questo progetto nasce con l'intento di promuovere il nostro territorio attraverso la riscoperta delle radici e della storia. un tour semplice attraverso i luoghi storici della nostra comunità. Non un esercizio di nostalgico ricordo del nostro passato, ma l'intenzione di promuovere, di riscoprire le nostre radici per rinsaldare il nostro rapporto con il territorio»: parla Lucia Angiulli, presidente della Pro Loco.

Origini e fondazione da San Cassano a San Ferdinando di Puglia

La prima parte del 'tour' sulle radici sanferdinandesi ha riguardato in modo particolare le origini e la fondazione del paese.

«Prima ancora che nascessero i nostri bisnonni, questo territorio non era affatto come lo vediamo oggi. Esisteva un borgo vivace e prospero chiamato San Cassano, un centro rinomato per l'operosità dei suoi mercanti e contadini. Il declino iniziò nel 1443, quando il re Alfonso I d'Aragona istituì il Tavoliere, destinando gran parte delle terre al pascolo e favorendo la transumanza. Migliaia di animali iniziarono a solcare queste terre, portando a tensioni crescenti tra pastori e contadini. La fine definitiva arrivò nel 1503: durante un violento scontro tra gli eserciti francesi e spagnoli, San Cassano fu completamente raso al suolo. Gli abitanti furono costretti all'esodo, cercando rifugio soprattutto verso Barletta e lasciando dietro di sé solo erba alta, macerie e un silenzio durato ben 300 anni»: inizia così la prima guida.

Solo nel 1831 si aprì uno spiraglio di luce per questi abitanti grazie all'intervento del giovane Ferdinando II di Borbone che notando la miseria e le zone insalubri nelle quali gli stessi vivevano decise di agire. Nel novembre del 1839 venne firmato il decreto ufficiale per la nascita di una nuova colonia agricola: «L'intendente di Capitanata, il cavaliere Lotti, propose di istituire l'insediamento presso la 'Posta di San Cassano' per tre motivi fondamentali: distribuzione della popolazione, sviluppo agricolo, sicurezza. Per questa impresa furono selezionate inizialmente 50 famiglie provenienti dalle Saline (l'odierna Margherita di Savoia). Il progetto urbanistico comprendeva: case in muratura, una chiesa, un mulino e un forno comune; pozzi per l'approvvigionamento idrico. In più dotazione di animali, attrezzi e semi per ogni nucleo familiare»

Una storia lunga e travagliata che ha portato alla nascita dell'attuale comune ofantino: «Il percorso istituzionale iniziato il 12 luglio del 1848 con la nascita del Comune di San Ferdinando si concluse definitivamente nel 1863 quando re Vittorio Emanuele II aggiunse la dicitura 'di Puglia'».

Il percorso volto alla scoperta delle radici di San Ferdinando è partito dalla zona San Cassano che deve il suo nome a San Cassiano, martire di Imola del III-IV sec. «Da alcune carte medievali riportate nel Codice Diplomatico Barlettano, sappiamo che al posto dell'attuale Chiesa di San Giuseppe - detta anche Chiesetta dei Santi Medici - vi era situata la Cappella di San Cassano che apparteneva al barone Bartolomeo Ricciardelli di Pescocostanzo»: riferisce la guida.

La chiesetta di San Giuseppe

Si è passati così alla Chiesa di San Giuseppe che si presenta come l'edificio sacro più antico di San Ferdinando di Puglia: «Intorno al 1700, la chiesetta divenne parte integrante dell'antica Masseria di San Cassano. Nel 1809, la proprietà passò presumibilmente al conte Troiano Marulli, che trasformò la proprietà in una taverna e in una tenuta agricola. Verso la metà dell'800, il barone Bartolomeo Ricciardelli di Pescocostanzo ne entrò in possesso e decise di donare l'edificio, insieme al pregevole quadro del 'Transito di San Giuseppe', alla Confraternita del Santissimo Salvatore (Ufficialmente conosciuta oggi come 'Confraternita del Santissimo Sacramento e di Maria Addolorata'»: un edificio che è stato però ricostruito nel 1907 per armonizzare lo stesso con il tessuto urbano.

La Chiesa San Ferdinando Re

Dopo un lungo racconto anche sull'interno della Chiesetta dove sono state presentate e descritte le statue di Santa Rita, San Giuseppe e dell'Addolorata e il rilievo artistico e storico di cui sono caratterizzati i simulacri lignei dei Santi Medici, si è passati alla Chiesa Madre – più precisamente la Chiesa San Ferdinando Re: «Le sue radici risalgono alla metà dell'Ottocento, quando re Ferdinando II di Borbone ne volle la costruzione come segno di profonda devozione verso San Ferdinando III, Re di Castiglia e di Leon. I lavori, iniziati intorno al 1840, furono portati a termine nel giro di pochi anni, tra il 1845 e il 1847».

Un luogo che porta con sé ferite profonde: nel 1947 infatti, dopo che la struttura fu dichiarata pericolante – nonostante la ferma opposizione della Chiesa – il sindaco ne dispose la demolizione. Diversi elementi sacri andarono perduti, altri invece furono tratti in salvo. Un momento doloroso che unì ancora di più la comunità: grazie infatti a fondi pubblici e generose donazioni dei cittadini fu ricostruita una nuova chiesa, anche se diversa dall'originale: «La nuova struttura fu finalmente aperta al culto nel 1963 e consacrata il 30 maggio 1999, contestualmente all'inaugurazione del ciclo di affreschi raffiguranti le Beatitudini, opera del Prof. Francesco Sfregola e del Mastro d'Arte Leonardo Marrone».

La figura di San Ferdinando III Re di Castiglia e di Leon fu scelta in quanto lo stesso santo fu considerato un difensore della fede, un re giusto, pio e terziario francescano e soprattutto un uomo che favorì la pacifica convivenza tra cristiani, ebrei e musulmani nei territori conquistati. Il giorno del suo dies natalis è il 30 maggio (morì nel 1252).

La guida ha inoltre parlato delle varie opere d'arte che arricchiscono la Chiesa internamente ed esternamente: dall'abside, ai vari affreschi, alla scultura stessa di San Ferdinando, al crocifisso artistico che simboleggia l'umanità intera, fino ad arrivare al portale di bronzo con rilievi storici il cui tema centrale è l'universale chiamata alla santità. Presenti anche: «le 28 formelle di bronzo – opera del Prof. Francesco Sfregola - che adornano la porta esterna del Battistero e le due porte laterali d'ingresso, le quali offrono un affascinante racconto visivo della vita del Re divenuto Santo, un simbolo di fede e dedizione che ha segnato profondamente la cultura della nostra comunità».

La Casa Comunale: lo storico Palazzo di Città

Ci si è spostati poi verso la Casa Comunale di San Ferdinando di Puglia: «Storicamente nota come Palazzo di Città, ha origini strettamente legate alla fondazione del comune come colonia agricola. L'edificio fu eretto nel 1847. Il Palazzo di Città di San Ferdinando di Puglia non fu solo un ufficio amministrativo, ma il perno attorno al quale è stata letteralmente disegnata l'intera città, un rigoroso schema urbanistico neoclassico».

Il Palazzo - unico edificio con una dignità architettonica – era circondato dalle abitazioni dei coloni: tutte uguali e disposte a schiera: «La piazza antistante era lo spazio destinato al mercato e alle fiere agricole».

Il Museo Civico

Nello stesso Palazzo sorge il Museo Civico di San Ferdinando di Puglia, istituito nel 1984 su iniziativa del Prof. Savino Defacendis nel rispetto delle direttive dell'Archeoclub d'Italia. «Il Museo Civico nasce da una necessità vitale: non permettere che il progresso cancelli l'identità di una comunità nata dal nulla, dalla terra e dal sacrificio. Gli oggetti in esso custoditi non rappresentano soltanto la funzione pratica per cui furono creati, ma sono le radici stesse della nostra civiltà contadina»: queste le parole del prof. Defacentis.

Il Museo Civico infatti presenta diverse stanze, ognuna delle quali accoglie un mestiere dell'epoca: il racconto semplice della fatica e dell'impegno dei lavoratori di un tempo. Il tutto testimoniato attraverso «umili oggetti della civiltà contadina di un tempo - dalla seconda metà dell'ottocento alla prima metà del novecento».

Presentato dunque il mondo agricolo dalla base di torchio alla base onoraria in pietra calcarea alla mola asinaria, utilizzata per macinare cereali e olive. È stato possibile osservare anche le prime abitazioni: tra queste il pagliaio (la tipica casa dei primi coloni): «una capanna in pietra con il caratteristico pozzo La Pera. I pagliai fungevano da rifugio e rappresentavano le primissime forme di abitazione del territorio. Si trattava di strutture poco confortevoli: fredde d'inverno, soffocanti d'estate e prive di qualsiasi norma igienica».

La casa del contadino, la stalla e l'aula scolastica


Sono stati poi presentati i vari ambienti. Tra questi la casa del contadino, particolarmente semplice con una o due porte d'ingresso, tipica per alcuni elementi caratteristici come "u cambasìdde" (l'anello di ferro al quale venivano legati gli animali da soma), "u stèpone" (un grande armadio), "u càndre"(il vaso da notte), a lucernèdd, "u vacele" per l'igiene personale e il tavoliere per fare la pasta in casa.

Si è passati poi alla stalla e al lavoro nei campi: «separata dal resto dell'abitazione da un semplice tramezzo in tufo o in legno, oppure nei casi più umili, da un essenziale telo di stoffa». Tra gli oggetti si sono potuti osservare l'aratro e il frangizolle.

Si è giunti poi all'aula scolastica con i classici banchi in legno, una cattedra sulla pedana e vecchi quaderni e pagelle. Niente plastica, solo calamai inseriti nei banchi, calcolatrice meccanica in alluminio sulla cattedra e una carta geografica d'epoca.

Oltre ai luoghi di lavoro sono stati presentati anche i vari mestieri – con attrezzi annessi – tra cui: il bottaio, il falegname, lo stagnino (l'artigiano capace di dare nuova vita al metallo), la bottega del fabbro, il muratore, il pozzaiolo, il calzolaio e il ciabattino, il 'concia piatti' (un artigiano specializzato nel riparare ceramiche rotte), lo scalpellino (l'artigiano della pietra), l'orologiaio, il commerciante di madorle.

Tra i tanti mestieri è stato interessante scovare anche un elemento oggi non più esistente, particolarmente buffo per chi non ne conosce l'esistenza: si tratta della sputacchiera, utile per evitare che si sputasse saliva o tabacco sui marciapiedi e sulle strade.

La Torre dell'Orologio e il monumento sull'eccidio


Si è giunti poi all'ultima tappa del 'tour' sulle radici sanferdinandesi: l'indimenticabile Torre dell'Orologio – di cui si sta parlando in modo particolare nell'ultimo periodo.

«Non si tratta soltanto di un elemento architettonico, ma di un vero e proprio punto di riferimento per la comunità, legato profondamente alla storia e alla vita quotidiana del paese. Le prime ipotesi di costruzione risalgono al 1856, quando si avvertì l'esigenza di dotare il centro abitato di un orologio pubblico»: ci informa la guida.

L'inaugurazione ufficiale avvenne il 6 maggio del 1900 e nel corso degli anni furono aggiunti diversi elementi decorativi, tra cui la montagnola (spesso chiamata erroneamente la campagnola): «chiamata così per via della presenza di una montagnetta posta ai suoi piedi, che raffigura una giovane fanciulla vestita con abiti contadini, mentre stringe tra le mani un tamburello. Questa figura rappresenta le radici agricole e popolari della comunità». Fu poi aggiunta sulla sommità una statua in gesso della Madonna come segno di devozione religiosa, che fu poi sostituita con la statua della Madonna della Pace il 20 agosto 1978.

Particolarmente importante e forse a volte anche un po' dimenticato è anche il monumento che costeggia la Torre: «Si tratta del monumento dedicato alle cinque vittime – tra cui un bambino di 7 anni - dell'eccidio del 1948. Questo spazio invita alla memoria e alla riflessione, ricordando un momento tragico della storia locale e sottolineando il legame tra il monumento e la comunità».




A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco
A San Ferdinando un percorso volto a promuovere il ricordo e il racconto delle origini del paese © Anna Verzicco