“L’eredità dello zio del Canadà”: una nuova commedia presentata presso la Parrocchia Sacro Cuore di Gesù
«Diventa un’occasione concreta per rafforzare i legami tra i giovani e tra le persone che vivono la parrocchia»: parla Michele Valerio
mercoledì 13 maggio 2026
17.49
A San Ferdinando una nuova commedia all'orizzonte: questa volta i protagonisti sono i giovanissimi della Parrocchia Sacro Cuore di Gesù, la quale – unitamente all'Oratorio San Giovanni Bosco APS – ha pensato a questo spettacolo in occasione della Festa del Sacro Cuore di Gesù.
Si tratta di una commedia in due atti - scritta e interpretata dai giovanissimi della parrocchia – dal titolo "L'eredità dello zio del Canadà" che si terrà sabato 13 giugno alle ore 21:00 presso il cortile parrocchiale Chiesa Sacro Cuore di Gesù.
Lo spettacolo è diretto da Michele Valerio, Michele Tarallo, Maria Grazia Nardi e Concetta Sfrecola. Nell'occasione abbiamo posto qualche domanda a Michele Valerio:
Di cosa parlerà questa commedia e cosa dovrà aspettarsi il pubblico?
«La commedia di quest'anno ruota attorno all'arrivo improvviso di uno zio dal Canada, convinto che il nipote stia frequentando con successo gli studi di medicina. In realtà, però, le cose non stanno esattamente così.
Da qui nascono una serie di situazioni esilaranti e imprevedibili, con parenti e vicini che si improvvisano complici per mettere in piedi una finta realtà.
Tra equivoci, bugie sempre più difficili da sostenere e colpi di scena continui, il pubblico assisterà a una commedia brillante e coinvolgente, capace di regalare tante risate ma anche di raccontare, con leggerezza, le dinamiche familiari, le apparenze e il valore dell'unione nei momenti difficili. Sarà una serata di divertimento e condivisione pensata per coinvolgere tutta la comunità».
Considerando l'esperienza passata, la messa in scena della commedia unisce in qualche modo i giovani e magari l'intera comunità parrocchiale?
«Sì, senza dubbio. Già dalle esperienze passate abbiamo visto come la preparazione e la messa in scena della commedia riescano a creare un forte spirito di gruppo tra i giovanissimi: mesi di prove, collaborazione, confronto e momenti condivisi aiutano a conoscersi meglio e a sentirsi parte di un gruppo.
Ma l'aspetto più importante è che non si coinvolgono soltanto gli "attori". Attorno alla commedia si muove anche gran parte della comunità parrocchiale: c'è chi aiuta con scenografie, costumi, organizzazione, musica, accoglienza.
Ognuno mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità, e questo crea un clima di partecipazione e di unione molto forte.
Anche il pubblico vive la serata come un momento di comunità, di incontro e di condivisione. Alla fine, quindi, la commedia non è soltanto uno spettacolo teatrale, ma diventa un'occasione concreta per rafforzare i legami tra i giovani e tra tutte le persone che vivono la parrocchia».
Si tratta di una commedia in due atti - scritta e interpretata dai giovanissimi della parrocchia – dal titolo "L'eredità dello zio del Canadà" che si terrà sabato 13 giugno alle ore 21:00 presso il cortile parrocchiale Chiesa Sacro Cuore di Gesù.
Lo spettacolo è diretto da Michele Valerio, Michele Tarallo, Maria Grazia Nardi e Concetta Sfrecola. Nell'occasione abbiamo posto qualche domanda a Michele Valerio:
Di cosa parlerà questa commedia e cosa dovrà aspettarsi il pubblico?
«La commedia di quest'anno ruota attorno all'arrivo improvviso di uno zio dal Canada, convinto che il nipote stia frequentando con successo gli studi di medicina. In realtà, però, le cose non stanno esattamente così.
Da qui nascono una serie di situazioni esilaranti e imprevedibili, con parenti e vicini che si improvvisano complici per mettere in piedi una finta realtà.
Tra equivoci, bugie sempre più difficili da sostenere e colpi di scena continui, il pubblico assisterà a una commedia brillante e coinvolgente, capace di regalare tante risate ma anche di raccontare, con leggerezza, le dinamiche familiari, le apparenze e il valore dell'unione nei momenti difficili. Sarà una serata di divertimento e condivisione pensata per coinvolgere tutta la comunità».
Considerando l'esperienza passata, la messa in scena della commedia unisce in qualche modo i giovani e magari l'intera comunità parrocchiale?
«Sì, senza dubbio. Già dalle esperienze passate abbiamo visto come la preparazione e la messa in scena della commedia riescano a creare un forte spirito di gruppo tra i giovanissimi: mesi di prove, collaborazione, confronto e momenti condivisi aiutano a conoscersi meglio e a sentirsi parte di un gruppo.
Ma l'aspetto più importante è che non si coinvolgono soltanto gli "attori". Attorno alla commedia si muove anche gran parte della comunità parrocchiale: c'è chi aiuta con scenografie, costumi, organizzazione, musica, accoglienza.
Ognuno mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità, e questo crea un clima di partecipazione e di unione molto forte.
Anche il pubblico vive la serata come un momento di comunità, di incontro e di condivisione. Alla fine, quindi, la commedia non è soltanto uno spettacolo teatrale, ma diventa un'occasione concreta per rafforzare i legami tra i giovani e tra tutte le persone che vivono la parrocchia».