Il consigliere di minoranza Biagio Musci abbandona l'aula durante l'ultimo Consiglio Comunale
«La mia è stata una scelta ponderata, sofferta, ma necessaria»: parla il consigliere Musci
domenica 2 agosto 2026
12.53
Nuovi scenari sono emersi a San Ferdinando di Puglia dopo l'ultimo Consiglio Comunale del 26 luglio. Il consigliere comunale di minoranza Biagio Musci pubblica infatti sui social un post dove spiega le sue ragioni nel non presenziare a un dibattito in aula, confermando la sua volontà di continuare ad agire per il bene dei cittadini, soprattutto di chi si è fidato di lui sin dal tempo delle elezioni.
A questo proposito abbiamo posto delle domande al consigliere Musci per spiegarci meglio l'accaduto.
Durante il Consiglio Comunale del 26 luglio lei ha deciso di non presenziare a un dibattito avvenuto e di abbandonare l'aula. Cosa è successo e perché lo ha fatto?
«La mia è stata una scelta ponderata, sofferta, ma necessaria. Non è stato un gesto impulsivo né tantomeno una protesta personale. È stata una scelta istituzionale, assunta con la consapevolezza che, in determinati momenti, il silenzio e un gesto forte possono parlare più di qualsiasi intervento.
Nelle ultime sedute del Consiglio Comunale, e in particolare in quella del 26 luglio, il livello dello scontro ha superato il limite della normale dialettica democratica. Il confronto, anche duro, è il sale della politica. La delegittimazione sistematica dell'avversario, invece, impoverisce le Istituzioni e finisce per danneggiare l'intera comunità.
Ancora una volta abbiamo assistito ai consueti interventi della maggioranza, tutti orientati a un'assoluzione preventiva di sé stessa, mentre ogni responsabilità veniva scaricata sull'opposizione. Ma la memoria non può essere selettiva. Ricordo che già nel secondo Consiglio Comunale della consiliatura, nel giugno 2025, il Sindaco arrivò perfino a insinuare presunte irregolarità sulla mia eleggibilità. E ricordo anche i ripetuti e offensivi 'vai a studiare' rivolti a chi esercita la professione forense da oltre sedici anni con serietà, competenza e rispetto delle regole.
A rendere ancora più delicato questo momento c'è un dato oggettivo che nessuno può ignorare. Il Comune di San Ferdinando di Puglia è attualmente sottoposto all'attenzione dello Stato nell'ambito del procedimento previsto dall'articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali. Nel mio intervento ho richiamato, con il massimo rigore, la casistica e la giurisprudenza che disciplinano le Commissioni d'Accesso prefettizie. Non si arriva a questo livello di verifica per caso o per sorteggio. Si arriva perché gli organi dello Stato hanno ritenuto esistenti elementi preliminari meritevoli di un approfondimento straordinario.
L'esperienza amministrativa insegna che le archiviazioni senza alcuna conseguenza rappresentano casi residuali. Nella maggior parte delle situazioni, anche quando non si giunge allo scioglimento del Consiglio Comunale, il procedimento si conclude con prescrizioni severe e vincolanti che incidono profondamente sull'azione amministrativa dell'ente. In un contesto tanto delicato, continuare ad alimentare una polemica politica sterile sarebbe stato irresponsabile. Ho ritenuto che lasciare l'aula fosse il modo più forte per richiamare tutti al senso delle Istituzioni e alla responsabilità che ciascuno di noi ha verso la città.
Se questo Consiglio Comunale continuerà il proprio percorso, sarà inevitabile aprire una fase completamente nuova. Servirà un cambio di passo, un diverso metodo di confronto e un rapporto più maturo tra maggioranza e opposizione, perché quando il futuro amministrativo di un Comune è nelle mani dello Stato, non c'è più spazio per propaganda, personalismi o tifoserie».
Molti hanno pensato che lei avesse scelto di abbandonare il suo ruolo di consigliere di minoranza. É qualcosa che pensa di fare? E - in entrambi i casi - perché?
«Escludo categoricamente qualsiasi ipotesi di dimissioni. Resterò al mio posto fino all'ultimo giorno di questa consiliatura, qualunque sarà la decisione dello Stato, al quale dobbiamo tutti massimo rispetto. Conosco bene ciò che è accaduto in passato in altri Comuni della nostra regione. In situazioni analoghe, alcuni consiglieri di opposizione hanno scelto di dimettersi poco prima dell'adozione dei provvedimenti definitivi. È una decisione che rispetto, ma che non condivido.
Chi riceve il mandato dei cittadini non può scegliere di esserci soltanto nei momenti facili. La credibilità di un rappresentante delle Istituzioni si misura soprattutto quando le difficoltà aumentano. È proprio allora che bisogna garantire presenza, controllo, equilibrio e senso dello Stato. Io non sono mai fuggito davanti ai problemi e non inizierò certo adesso. Non lo farò neppure di fronte alla prospettiva più difficile che un Consiglio Comunale possa affrontare. Resterò in aula fino all'ultimo giorno, continuando a svolgere con fermezza il ruolo che i cittadini mi hanno affidato. Perché l'opposizione non è un luogo da occupare quando conviene, ma una responsabilità da esercitare ogni giorno, soprattutto quando le Istituzioni attraversano la loro fase più delicata.
Lo devo ai cittadini che hanno riposto in me la loro fiducia. Lo devo alla città di San Ferdinando di Puglia. E lo devo all'idea di politica in cui ho sempre creduto: quella che considera il mandato pubblico un servizio temporaneo alla comunità, mai uno strumento di convenienza personale».
A questo proposito abbiamo posto delle domande al consigliere Musci per spiegarci meglio l'accaduto.
Durante il Consiglio Comunale del 26 luglio lei ha deciso di non presenziare a un dibattito avvenuto e di abbandonare l'aula. Cosa è successo e perché lo ha fatto?
«La mia è stata una scelta ponderata, sofferta, ma necessaria. Non è stato un gesto impulsivo né tantomeno una protesta personale. È stata una scelta istituzionale, assunta con la consapevolezza che, in determinati momenti, il silenzio e un gesto forte possono parlare più di qualsiasi intervento.
Nelle ultime sedute del Consiglio Comunale, e in particolare in quella del 26 luglio, il livello dello scontro ha superato il limite della normale dialettica democratica. Il confronto, anche duro, è il sale della politica. La delegittimazione sistematica dell'avversario, invece, impoverisce le Istituzioni e finisce per danneggiare l'intera comunità.
Ancora una volta abbiamo assistito ai consueti interventi della maggioranza, tutti orientati a un'assoluzione preventiva di sé stessa, mentre ogni responsabilità veniva scaricata sull'opposizione. Ma la memoria non può essere selettiva. Ricordo che già nel secondo Consiglio Comunale della consiliatura, nel giugno 2025, il Sindaco arrivò perfino a insinuare presunte irregolarità sulla mia eleggibilità. E ricordo anche i ripetuti e offensivi 'vai a studiare' rivolti a chi esercita la professione forense da oltre sedici anni con serietà, competenza e rispetto delle regole.
A rendere ancora più delicato questo momento c'è un dato oggettivo che nessuno può ignorare. Il Comune di San Ferdinando di Puglia è attualmente sottoposto all'attenzione dello Stato nell'ambito del procedimento previsto dall'articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali. Nel mio intervento ho richiamato, con il massimo rigore, la casistica e la giurisprudenza che disciplinano le Commissioni d'Accesso prefettizie. Non si arriva a questo livello di verifica per caso o per sorteggio. Si arriva perché gli organi dello Stato hanno ritenuto esistenti elementi preliminari meritevoli di un approfondimento straordinario.
L'esperienza amministrativa insegna che le archiviazioni senza alcuna conseguenza rappresentano casi residuali. Nella maggior parte delle situazioni, anche quando non si giunge allo scioglimento del Consiglio Comunale, il procedimento si conclude con prescrizioni severe e vincolanti che incidono profondamente sull'azione amministrativa dell'ente. In un contesto tanto delicato, continuare ad alimentare una polemica politica sterile sarebbe stato irresponsabile. Ho ritenuto che lasciare l'aula fosse il modo più forte per richiamare tutti al senso delle Istituzioni e alla responsabilità che ciascuno di noi ha verso la città.
Se questo Consiglio Comunale continuerà il proprio percorso, sarà inevitabile aprire una fase completamente nuova. Servirà un cambio di passo, un diverso metodo di confronto e un rapporto più maturo tra maggioranza e opposizione, perché quando il futuro amministrativo di un Comune è nelle mani dello Stato, non c'è più spazio per propaganda, personalismi o tifoserie».
Molti hanno pensato che lei avesse scelto di abbandonare il suo ruolo di consigliere di minoranza. É qualcosa che pensa di fare? E - in entrambi i casi - perché?
«Escludo categoricamente qualsiasi ipotesi di dimissioni. Resterò al mio posto fino all'ultimo giorno di questa consiliatura, qualunque sarà la decisione dello Stato, al quale dobbiamo tutti massimo rispetto. Conosco bene ciò che è accaduto in passato in altri Comuni della nostra regione. In situazioni analoghe, alcuni consiglieri di opposizione hanno scelto di dimettersi poco prima dell'adozione dei provvedimenti definitivi. È una decisione che rispetto, ma che non condivido.
Chi riceve il mandato dei cittadini non può scegliere di esserci soltanto nei momenti facili. La credibilità di un rappresentante delle Istituzioni si misura soprattutto quando le difficoltà aumentano. È proprio allora che bisogna garantire presenza, controllo, equilibrio e senso dello Stato. Io non sono mai fuggito davanti ai problemi e non inizierò certo adesso. Non lo farò neppure di fronte alla prospettiva più difficile che un Consiglio Comunale possa affrontare. Resterò in aula fino all'ultimo giorno, continuando a svolgere con fermezza il ruolo che i cittadini mi hanno affidato. Perché l'opposizione non è un luogo da occupare quando conviene, ma una responsabilità da esercitare ogni giorno, soprattutto quando le Istituzioni attraversano la loro fase più delicata.
Lo devo ai cittadini che hanno riposto in me la loro fiducia. Lo devo alla città di San Ferdinando di Puglia. E lo devo all'idea di politica in cui ho sempre creduto: quella che considera il mandato pubblico un servizio temporaneo alla comunità, mai uno strumento di convenienza personale».