Testimonianza di Fede
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Religioni

Rosaria, Giastin e Cosimo: tre vite sbocciate oltre ogni previsione

La testimonianza dei loro genitori

Nella giornata del 16 settembre presso la Parrocchia San Ferdinando Re - grazie a don Mimmo Marrone - la Confraternita del Santissimo Sacramento Gesù e Maria Addolorata, con l'aiuto di Roberto Perrone e il presidio di don Domenico Savio, ha organizzato un incontro, precisamente la testimonianza di Fede di Carolina e Giuseppe Gravina, genitori di Rosaria, Giastin e Cosimo: tre splendide creature di Dio.

Tutti e tre erano affetti da atrofia muscolare spinale (SMA), una malattia neuromuscolare rara caratterizzata dalla perdita di quei neuroni che trasportano i segnali dal sistema nervoso centrale ai muscoli, controllandone il movimento. Una malattia che porta a vivere non oltre i 14 mesi di età. Ebbene loro tre, sono vissuti rispettivamente fino a 15, 16 e 14 anni di età. Dio aveva prolungato le loro vite.

All'inizio per Carolina è stato un percorso in salita, fatto di buio, di lacrime e di rabbia verso Dio. "Il nostro primo figlio è nato morto, strangolato dal cordone ombelicale". Entrambi i genitori erano pronti ad accogliere questa creatura e Dio gliela aveva portata via."

L'anno dopo nasce Rosaria, il sole di mamma Carolina e papà Giuseppe. Tutto procede per il meglio, fino a quando dopo 10 mesi Rosaria viene colpita da un raffreddore che si scoprirà essere una malattia rara che "scientificamente" l'avrebbe portata a vivere per altri 4 mesi al massimo. Il suo papà piange, la sua mamma invece no. Lei stava sprofondando dentro e stava cominciando a chiedersi sul serio dove fosse Dio. "Ero arrabbiata con Lui, così decisi di togliere tutte le immagini sacre da casa mia. 7 anni senza Dio, questa è stata la mia unica croce!"

Nel frattempo Carolina fa un sogno. "Ero a monte Sant' Angelo, inginocchiata davanti alla Madonna, chiedendole di far stare anche solo un po' meglio Rosaria. Quella Madonna acconsentì e solo dopo mi resi conto che aveva il volto di mia figlia".

Dopo 6 anni nasce la piccola Giastin. Secondo i medici la malattia colpiva un figlio su quattro e nel momento in cui colpiva il gene femminile, non avrebbe colpito quello maschile. Ma misteriosamente si scopre che anche Giastin era affetta dalla stessa malattia della sorella ed in più anche da un grosso deficit immunitario. La rabbia di Carolina cresce e la sua Fede in Dio diminuisce fino a svanire. Come se non bastasse, dopo circa un mese, Giuseppe ha un brutto incidente che lo costringe a rimanere allettato per un anno.

Giastin sarà inserita tra gli artisti di arte contemporanea, grazie a una delle sue 340 tele: la Trinità. La piccola artista lascerà attraverso queste sue opere il suo Testamento Spirituale.

Una serie di eventi porteranno però Carolina a tornare sui suoi passi, sulla retta via.
"Un giorno Giastin, guardando il crocifisso nella nuova casa, mi chiede se Gesù era stato crocifisso perché aveva fatto il monello. Io gli risposi che non lo era stato per niente e che invece era morto per amore, per tutti. Mi ero appena resa conto di aver dato quella risposta a me stessa, continua Carolina. La mattina dopo Rosaria mi presenta il suo solito e magnifico buongiorno – mamma ti amo -, capii che quel me lo aveva ripetuto ogni giorno Dio". Da quel giorno il cuore di Carolina stava tornando a riempirsi di luce. "Mi confessai e quel sacerdote mi abbracciò dicendomi . Finalmente mi sentivo invincibile."

Nel frattempo Rosaria e Giastin continuavano a regalare perle di saggezza.
"Mamma voglio fare la Comunione nella cappella dell'ospedale, racconta Rosaria. Vedo sempre gente che piange, per una volta vorrei portare un po' di gioia a Gesù ". Il desiderio di Rosaria venne esaudito.
"Mamma, guarda quel bambino che vende i fiori, è Gesù fatto carne" afferma Giastin. Così lo invitò a farsi un giro in giostra con lei. "Gesù in quel momento si è fatto corrompere da quella bambina", racconta Carolina.

Dopo alcuni anni ecco la venuta del quarto figlio: Cosimo. Carolina decide di fare l'amniocentesi e scopre che anche questo bambino è affetto da SMA. Questa volta, però, mamma Carolina era prontissima insieme a papà Giuseppe e soprattutto insieme a Dio, che aveva regalato loro il terzo dono.

Protagonista della vita di Cosimo sarà il suo angelo: Pippo. Lo vedeva, ci parlava, ci giocava anche .
"Mamma oggi abbiamo giocato a calcio. Angeli contro Santi. I Santi però, sono imbattibili perché hanno Gesù in porta che para tutti i goal con un solo dito. Abbiamo pensato allora di fargli fare l'arbitro, ma non c'è stato niente da fare, perdona tutti". Racconta con entusiasmo il piccolo Cosimo. Più in là, con l'aiuto di don Matteo e del vescovo, si scoprirà che Cosimo aveva le visioni. Quell'angelo non era il suo amico immaginario, era tutto fuorché immaginario.

Tutti e tre sono volati al cielo pieni di gioia, sapendo di tornare alla casa del Padre e dandosi in eredità le beatitudini per potersi ritrovare insieme in Paradiso. I loro funerali sono stati celebrati a festa così come loro desideravano.

Nasce così l'associazione amici di Rosaria Giastin e Cosimo Gravina (http://www.rosariagiastincosimo.com/ - pagina Facebook, rosariagiastincosimogravina) che ha lo scopo di dare voce e testimonianza dei tre fratelli che hanno fatto della loro vita un capolavoro, ponendo Dio al centro. L'associazione si occupa anche di raccogliere testimonianze e si fa promotrice delle stesse ovunque ci sia richiesta in tutta Italia. Il presidente dell'associazione è Paolo Accettura e il vice presidente Ferdinando Giannini.
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