A San Ferdinando azioni sempre più radicali per contrastare l’abbandono dei rifiuti
«San Ferdinando di Puglia merita di uscire dai titoli negativi e di tornare ad essere un esempio»: parla l’ass. all'ambiente La Daga
giovedì 14 maggio 2026
17.30
San Ferdinando 'terra dei fuochi' o territorio in via di miglioramento? Questa è la domanda che ci si pone nell'ultimo periodo osservando i cumuli di rifiuti che vengono abbandonati sul ciglio della strada o nelle zone interne al paese.
Una situazione questa che l'amministrazione comunale sta duramente combattendo da mesi, attraverso controlli serrati e sanzioni, ma anche con la messa a disposizione di servizi migliori e di nuovi mastelli in dotazione che invoglino a differenziare.
A questo proposito abbiamo intervistato l'assessora all'ambiente Mariana La Daga, che pochi giorni fa ha presentato a tutti i sanferdinandesi – attraverso un post sui social – i dati in netto miglioramento della raccolta differenziata, spiegando come questo sia solo l'inizio di un lungo percorso in cui - oltre ai dati - devono cambiare necessariamente anche le azioni e la mentalità che mirano solo a degradare l'ambiente.
Considerando gli ultimi eventi – da lei documentati sui social – come può definire la situazione rifiuti nel paese di San Ferdinando?
«Parto col dirle che finalmente se ne parla. Per anni abbiamo nascosto a noi stessi l'esistenza di un problema. La raccolta differenziata non era gestita con dovizia, ma tanto a nessuno importava. È vero, è necessario prima cambiare le coscienze dei cittadini per far comprendere quanto dannosi siano gli effetti dell'abbandono indiscriminato per la nostra salute, prima ancora che per il decoro della città. San Ferdinando di Puglia - pochi mesi fa - è stata protagonista di un articolo del National Geographic: dovrebbe inorgoglirci? No! Ci è finita come terra di roghi e non di eccellenze. Da cittadina prima e da amministratore poi, la cosa mi amareggia ed è per tale ragione che ripudio con forza ogni abbandono illecito , ogni conferimento non corretto. Eppure questo è un comune che piange vittime di tumori e leucemie, ma che si ostina a non comprendere. I dati della raccolta differenziata sono in netto miglioramento, ma gli abbandoni sono un fastidioso rampicante che puoi sfalciare, ma non estirpare. E fino a quando gli abbandoni ci saranno le cose non potranno "davvero" migliorare»: risponde amareggiata l'assessore all'ambiente La Daga.
Come l'amministrazione si sta attivando per migliorare tale situazione e soprattutto quali sono i dati a disposizione?
«Questa amministrazione ha posto sin da subito un faro su tale questione. Per molti anni la doverositá della raccolta differenziata sembrava relegata alle ultime pagine di un libro che in pochi leggevano e che noi abbiamo portato in copertina. Abbiamo messo in campo diverse azioni: campagne di sensibilizzazione, dialogo aperto con le attività commerciali, informazioni più dettagliate ai cittadini e continue esortazioni al rispetto delle regole anche da parte del gestore del Servizio di Igiene Urbana. Si susseguono controlli settimanali della Polizia Locale in zone alternate della città, si effettua un controllo costante sulla raccolta porta a porta, vengono predisposti - quotidianamente e mensilmente- interventi ordinari e straordinari di rimozione degli abbandoni, sono state installate foto trappole in possesso al comune, ma mai installate. È stata disposta l'apertura del Centro Comunale di Raccolta e del Centro del Riuso. Siamo partiti da una percentuale di raccolta differenziata pari al 56% - decisamente al di sotto del minimo contrattuale- ed oggi registriamo un dato pari a circa il 74%. Ciò vuol dire che un cittadino - se reso edotto e consapevole delle regole e delle sanzioni in cui potrebbe incorrere- ben può diventare un cittadino attento e responsabile. Ahimè gli abbandoni esistono ed esisteranno, almeno fin quando non comprenderemo il peso delle nostre azioni irrispettose e - in alcuni casi- illecite».
Ci sono progetti futuri in fase di approvazione o di attivazione?
«Il nostro futuro è già prossimo. In un'ottica di miglioramento continuo, in questi giorni il nostro comune ha ricevuto in dotazione migliaia di nuovi mastelli da distribuire alla cittadinanza grazie a dei fondi a ciò dedicati, stanziati dall'Unione Europea. I cittadini che intendano sostituire i vecchi mastelli rotti o danneggiati potranno portare i vecchi e ritirare i nuovi presso il Centro Servizi sito in via Germania - zona pip - in orari che andremo a definire al termine delle consegne previste. Inoltre è prevista l'installazione di tre ecoisole informatizzate in diversi punti del territorio comunale proprio per consentire ai cittadini - mediante l'uso della tessera sanitaria- di conferire i propri rifiuti anche oltre il calendario settimanale di raccolta. Ciò consentirà un miglioramento del servizio e - si auspica - una riduzione della tentazione degli abbandoni. La differenziata non è un favore che facciamo al comune. È un gesto d'amore che facciamo ai nostri polmoni, alla nostra terra e ai nostri figli. Noi possiamo predisporre strumenti, controlli e risorse. Ma senza un cambio di coscienza collettivo, ogni sforzo rischia di essere vanificato. San Ferdinando di Puglia merita di uscire dai titoli negativi e di tornare ad essere un esempio. E questo dipende da noi. Tutti, senza eccezioni e senza bandiere».
Una situazione questa che l'amministrazione comunale sta duramente combattendo da mesi, attraverso controlli serrati e sanzioni, ma anche con la messa a disposizione di servizi migliori e di nuovi mastelli in dotazione che invoglino a differenziare.
A questo proposito abbiamo intervistato l'assessora all'ambiente Mariana La Daga, che pochi giorni fa ha presentato a tutti i sanferdinandesi – attraverso un post sui social – i dati in netto miglioramento della raccolta differenziata, spiegando come questo sia solo l'inizio di un lungo percorso in cui - oltre ai dati - devono cambiare necessariamente anche le azioni e la mentalità che mirano solo a degradare l'ambiente.
Considerando gli ultimi eventi – da lei documentati sui social – come può definire la situazione rifiuti nel paese di San Ferdinando?
«Parto col dirle che finalmente se ne parla. Per anni abbiamo nascosto a noi stessi l'esistenza di un problema. La raccolta differenziata non era gestita con dovizia, ma tanto a nessuno importava. È vero, è necessario prima cambiare le coscienze dei cittadini per far comprendere quanto dannosi siano gli effetti dell'abbandono indiscriminato per la nostra salute, prima ancora che per il decoro della città. San Ferdinando di Puglia - pochi mesi fa - è stata protagonista di un articolo del National Geographic: dovrebbe inorgoglirci? No! Ci è finita come terra di roghi e non di eccellenze. Da cittadina prima e da amministratore poi, la cosa mi amareggia ed è per tale ragione che ripudio con forza ogni abbandono illecito , ogni conferimento non corretto. Eppure questo è un comune che piange vittime di tumori e leucemie, ma che si ostina a non comprendere. I dati della raccolta differenziata sono in netto miglioramento, ma gli abbandoni sono un fastidioso rampicante che puoi sfalciare, ma non estirpare. E fino a quando gli abbandoni ci saranno le cose non potranno "davvero" migliorare»: risponde amareggiata l'assessore all'ambiente La Daga.
Come l'amministrazione si sta attivando per migliorare tale situazione e soprattutto quali sono i dati a disposizione?
«Questa amministrazione ha posto sin da subito un faro su tale questione. Per molti anni la doverositá della raccolta differenziata sembrava relegata alle ultime pagine di un libro che in pochi leggevano e che noi abbiamo portato in copertina. Abbiamo messo in campo diverse azioni: campagne di sensibilizzazione, dialogo aperto con le attività commerciali, informazioni più dettagliate ai cittadini e continue esortazioni al rispetto delle regole anche da parte del gestore del Servizio di Igiene Urbana. Si susseguono controlli settimanali della Polizia Locale in zone alternate della città, si effettua un controllo costante sulla raccolta porta a porta, vengono predisposti - quotidianamente e mensilmente- interventi ordinari e straordinari di rimozione degli abbandoni, sono state installate foto trappole in possesso al comune, ma mai installate. È stata disposta l'apertura del Centro Comunale di Raccolta e del Centro del Riuso. Siamo partiti da una percentuale di raccolta differenziata pari al 56% - decisamente al di sotto del minimo contrattuale- ed oggi registriamo un dato pari a circa il 74%. Ciò vuol dire che un cittadino - se reso edotto e consapevole delle regole e delle sanzioni in cui potrebbe incorrere- ben può diventare un cittadino attento e responsabile. Ahimè gli abbandoni esistono ed esisteranno, almeno fin quando non comprenderemo il peso delle nostre azioni irrispettose e - in alcuni casi- illecite».
Ci sono progetti futuri in fase di approvazione o di attivazione?
«Il nostro futuro è già prossimo. In un'ottica di miglioramento continuo, in questi giorni il nostro comune ha ricevuto in dotazione migliaia di nuovi mastelli da distribuire alla cittadinanza grazie a dei fondi a ciò dedicati, stanziati dall'Unione Europea. I cittadini che intendano sostituire i vecchi mastelli rotti o danneggiati potranno portare i vecchi e ritirare i nuovi presso il Centro Servizi sito in via Germania - zona pip - in orari che andremo a definire al termine delle consegne previste. Inoltre è prevista l'installazione di tre ecoisole informatizzate in diversi punti del territorio comunale proprio per consentire ai cittadini - mediante l'uso della tessera sanitaria- di conferire i propri rifiuti anche oltre il calendario settimanale di raccolta. Ciò consentirà un miglioramento del servizio e - si auspica - una riduzione della tentazione degli abbandoni. La differenziata non è un favore che facciamo al comune. È un gesto d'amore che facciamo ai nostri polmoni, alla nostra terra e ai nostri figli. Noi possiamo predisporre strumenti, controlli e risorse. Ma senza un cambio di coscienza collettivo, ogni sforzo rischia di essere vanificato. San Ferdinando di Puglia merita di uscire dai titoli negativi e di tornare ad essere un esempio. E questo dipende da noi. Tutti, senza eccezioni e senza bandiere».