
Territorio
San Ferdinando scopre una nuova voce, esce il nuovo singolo musicale di Francesca Ameruoso
‘Semplicemente’: «Tutto è nato dai racconti di quello che ho passato nella mia vita»
San Ferdinando - venerdì 5 giugno 2026
18.06
San Ferdinando di Puglia nuovamente culla di talenti emergenti nell'ambito musicale: questa volta si tratta di Francesca Ameruoso – in arte Jia - che a soli diciotto anni ha pubblicato la sua ultima traccia musicale dal titolo "Semplicemente".
Un brano dalle sfumature morbide e delicate che parla del buio vissuto da tante persone che spesso porta a cadere in attacchi di panico e – nei casi peggiori – in situazioni di depressione. Jia si fa carico di questo mal di vivere e allo stesso tempo cerca – attraverso la sua musica – di essere di sostegno a tutti coloro che nascondono e trattengono questo 'lato oscuro' a tal punto da non riuscire a parlarne.
«Questa canzone è nata grazie ai miei produttori - Supremo e Roberta Di Gregorio – che hanno scritto il testo . Il tutto è nato però dai racconti di quello che ho passato nella mia vita: sensazioni di bullismo, di inadeguatezza alla realtà, sentirsi estranea al proprio corpo, a sé stessa, anche a volte arrivare ad attacchi di panico, depressione. Ed ecco Roberta Di Gregorio ha trovato le parole giuste come: 'Va bene aspetto, sicuro passerà', è proprio quella sensazione di quando hai un attacco di panico e poi ti dici che bisogna aspettare un attimo, perché passa. Il ritmo invece è nato grazie a Mario Pio Coda: abbiamo pensato di creare un ritmo che non fosse né poco, né troppo commerciale».
Un percorso musicale che mira a raccontare di sé e allo stesso tempo ad accompagnare chi si sente nella stessa condizione, con l'obiettivo di non lasciare quella persona sola. Nasce quindi Jia – nome d'arte di Francesca – che ha origini asiatiche: «Io dall'adolescenza ho iniziato a sviluppare una specie di ossessione per l'Asia – racconta Francesca – mi capitò di leggere questo nome che in Cina significa fenice»: un uccello che rinasce dalle proprie ceneri. «Ecco io in questa leggenda mi sono totalmente rivista, perché anche io in un momento di totale buio della mia vita sono dovuta rinascere da quella che era la mia parte ormai morta. Quindi penso sia una sorta di mio alterego: quella parte che vuole sembrare forte, che vuole essere forte e cercare di proteggere sé stessa e gli altri che hanno vissuto le stesse cose».
Abbiamo chiesto poi a Francesca quali sono i suoi progetti futuri: «Sicuramente continuerò su questa strada, perché penso che il mio lavoro sarà incentrato soprattutto sul parlare di quello che le persone vivono, ma che non riescono a esprimere. Quindi parlare di tutti i problemi che magari dalla società vengono definiti malattie o sbagli. Voglio che molta gente si ritrovi nelle mie parole o almeno lo spero – termina Francesca parlandoci della realizzazione di un nuovo brano – pian piano uscirà l'album intero».
Un brano dalle sfumature morbide e delicate che parla del buio vissuto da tante persone che spesso porta a cadere in attacchi di panico e – nei casi peggiori – in situazioni di depressione. Jia si fa carico di questo mal di vivere e allo stesso tempo cerca – attraverso la sua musica – di essere di sostegno a tutti coloro che nascondono e trattengono questo 'lato oscuro' a tal punto da non riuscire a parlarne.
«Questa canzone è nata grazie ai miei produttori - Supremo e Roberta Di Gregorio – che hanno scritto il testo . Il tutto è nato però dai racconti di quello che ho passato nella mia vita: sensazioni di bullismo, di inadeguatezza alla realtà, sentirsi estranea al proprio corpo, a sé stessa, anche a volte arrivare ad attacchi di panico, depressione. Ed ecco Roberta Di Gregorio ha trovato le parole giuste come: 'Va bene aspetto, sicuro passerà', è proprio quella sensazione di quando hai un attacco di panico e poi ti dici che bisogna aspettare un attimo, perché passa. Il ritmo invece è nato grazie a Mario Pio Coda: abbiamo pensato di creare un ritmo che non fosse né poco, né troppo commerciale».
Un percorso musicale che mira a raccontare di sé e allo stesso tempo ad accompagnare chi si sente nella stessa condizione, con l'obiettivo di non lasciare quella persona sola. Nasce quindi Jia – nome d'arte di Francesca – che ha origini asiatiche: «Io dall'adolescenza ho iniziato a sviluppare una specie di ossessione per l'Asia – racconta Francesca – mi capitò di leggere questo nome che in Cina significa fenice»: un uccello che rinasce dalle proprie ceneri. «Ecco io in questa leggenda mi sono totalmente rivista, perché anche io in un momento di totale buio della mia vita sono dovuta rinascere da quella che era la mia parte ormai morta. Quindi penso sia una sorta di mio alterego: quella parte che vuole sembrare forte, che vuole essere forte e cercare di proteggere sé stessa e gli altri che hanno vissuto le stesse cose».
Abbiamo chiesto poi a Francesca quali sono i suoi progetti futuri: «Sicuramente continuerò su questa strada, perché penso che il mio lavoro sarà incentrato soprattutto sul parlare di quello che le persone vivono, ma che non riescono a esprimere. Quindi parlare di tutti i problemi che magari dalla società vengono definiti malattie o sbagli. Voglio che molta gente si ritrovi nelle mie parole o almeno lo spero – termina Francesca parlandoci della realizzazione di un nuovo brano – pian piano uscirà l'album intero».
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