'Vieni a casa a prendere un caffè': il nuovo libro di Angelo Nardelli. <span>Foto Anna Verzicco</span>
'Vieni a casa a prendere un caffè': il nuovo libro di Angelo Nardelli. Foto Anna Verzicco
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'Vieni a casa a prendere un caffè': il nuovo libro di Angelo Nardelli - FOTO

Durante la presentazione presenti anche i rappresentanti dell'Unitalsi e della fondazione Lamacchia

"Ci sono parole che hanno un suono simile alle sirene di Ulisse. Il suono della parola 'famiglia' incanterebbe chiunque, soprattutto chi, come me, ha sempre sognato una famiglia essendosi sempre nutrito di tristezza': queste le parole riportate nella quarta di copertina del libro di Angelo Nardelli - nella sua terza edizione - dal titolo: "Vieni a casa a prendere un caffè?" presentato a San Ferdinando di Puglia presso il cortile della Chiesa del Carmine.

Parla di questo il libro di Angelo: della sua disabilità fisica, della sua sofferenza interiore, ma anche della sua rivincita nel giorno in cui ha ritrovato una famiglia, dopo che la sua 'prima' famiglia - i nonni e non i genitori - è venuta a mancare per sempre. Prima il pensiero di essere l'unico colpevole per la separazione dei genitori - che poi hanno scelto una 'nuova' vita che prevedesse l'assenza del figlio - poi il continuo "girovagare per situazioni e luoghi sconosciuti" - come scrive Angelo nel sesto capitolo del suo libro - tra la casa di uno zio disinteressato e la casa di un altro zio altrettanto indispettito, fino ad arrivare in un ambiente che in realtà non era nuovo per Angelo: "apparteneva già alla mia quotidianità dei giorni andati: OSMAIRM è il suo nome", un istituto dove sin da bambino faceva fisioterapia e che - dal viverlo due ore soltanto - lo avrebbe vissuto per vent'anni.

Ma tutto gira intorno a quella voglia di vivere - dopo essere caduto in un baratro profondo - con semplici piccoli desideri quotidiani: la presenza di amici e persone con cui poter prendere un caffè, magari a casa o magari al bar. Un caffè da prendere anche solo con la persona che spinge la tua "più fedele" compagna, la carrozzina.

Un libro che ha scaturito una sorta di senso di colpa in don Mimmo che spiega in apertura all'evento: «Senso di colpa perché io - senza alcun merito - appartengo a quelli che chiamiamo i 'normodotati'. E tu - riferendosi ad Angelo - oltre ad avere nel tuo corpo i segni di un notevole disagio, hai delle ferite interiori che sono qui raccontate e che non sono visibili ma ti avranno prodotto maggiore sofferenza dello stesso disagio fisico».

"Cosa vuol dire 'normale'? Io so solo di avere due gambe che non ne vogliono sapere di fare quello che gli chiedo. Per il resto non mi sento così diverso da voi 'normali'. Ad essere sincero, devo dirvi che non sono uno scrittore e non sono queste le mie fantasie. Tutto ' questo lavoro ' è dettato dalla voglia di sentirmi come voi, di essere in mezzo a voi": racconta l'autore nella conclusione del primo capitolo del libro.

Presenti all'evento anche don Mimmo Marrone - parroco della parrocchia S. Ferdinando Re - Cosimi Cilli - presidente della Fondazione Lamacchia ETS e vice presidente vicario nazionale Unitalsi - Margherita Loffredo - presidente sottosezione Unitalsi Barletta. Ha moderato il prof. Rosario Lovecchio - responsabile Biblioteca 'Don Milani', con l'intermezzo musicale a cura di Raffaele La Torre.

«Il libro può essere configurato quindi come un viaggio che il nostro protagonista compie, del quale non è importante la meta ma quello che lui vive durante le varie tappe»: inizia così il prof. Lovecchio.

«Io ritengo che il libro di Angelo Nardelli condensi concetti utili a una riflessione sia personale, sia collettiva. In particolare ci sono due parole che Nardelli evidenzia come un filo rosso che attraversa la sua vicenda umana. Le parole sono 'famiglia' e 'sedia'. La famiglia, sostiene Nardelli: "è una potente base psichica inconscia che ci consente di sentirci protetti e nel contempo ci fornisce la possibilità di formarci una nostra precisa identità con la quale poi ci misuriamo con il mondo - e subito Nardelli ci pone di fronte a un dilemma irrisolto - da chi è costituita la famiglia? Da coloro che ti hanno messo al mondo o da coloro che sono stati presenti nelle varie necessità?". Poi c'è la sedia: "una sedia può rappresentare la metafora di un trono , può essere una prigione, un piedistallo o persino un'assenza quando usato per evocare persone care che non c'erano al bisogno o che ci sono state e non ci sono più».

E - parlando di sedie - successivamente il prof. Lovecchio afferma: «La sedia per il posto a tavola, alla fine Angelo l'ha trovata grazie agli operatori della Fondazione Lamacchia e all'Unitalsi di Barletta»

«La Fondazione Lamacchia è stata istituita nel 2003 di concerto con l'Unitalsi - Presidenza Nazionale e Suor Maria Antonia Lamacchia, suora della Sacra Famiglia di Bordeaux. Si ispira ai valori fondamentali della centralità della persona umana, della sua dignità e dei suoi diritti, della solidarietà umana, della condivisione, dell'accoglienza fraterna e del volontariato inteso come libero e gratuito servizio agli ultimi e ha per scopo esclusivo il perseguimento di finalità sul campo socio - assistenziale e di solidarietà sociale»: ci viene spiegato nel libro.

A questo proposito parla Cosimo Cilli: «Con grande coraggio siamo voluti entrare nella vita dei nostri ragazzi, si è innescato quello che è l'atteggiamento di fede: si unisce la buona volontà, la dedizione dei volontari e l'ausilio di quello che è il sostegno della Chiesa - perché tutto è avvenuto solo ed esclusivamente per opera di Dio . Abbiamo voluto dare insieme una risposta concreta a quella che era la sofferenza delle persone che si chiama 'disabilità', che si chiama 'persone da accogliere', che si chiama 'persone che soffrono'».

Prende parola anche Margherita Loffredo: «Scrivere, raccontare e anche guardare la sua storia quasi da lontano è stato un mettersi a nudo, totalmente. Perché - come abbiamo ascoltato - l'inizio di questo libro è molto triste, è molto faticoso. Quindi Angelo è stato molto bravo, è stato coraggioso, audace, è stato uno strumento terapeutico - sicuramente per Angelo - ma anche per molti ragazzi che vivono nella sua stessa condizione e anche per noi che un tempo eravamo giovani e abbiamo visto nascere, crescere questo progetto e abbiamo aiutato a realizzarlo».

Alla fine del libro Angelo inserisce alcuni nomi e foto delle persone che hanno "preso un caffè con lui": un semplice gesto che indica presenza, accoglienza, amicizia.
26 fotoPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliAnna Verzicco
Presentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo NardelliPresentazione del libro 'Vieni a casa a prendere un caffè?' di Angelo Nardelli
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