La 'pesca ferita' diventa la protagonista dell'edizione di Peschè 2026 - FOTO

«La Pesca rappresenta per noi un bene prezioso, il nostro oro»: parla Lucia Angiulli, presidente della Pro Loco

mercoledì 22 luglio 2026 16.52
A cura di Anna Verzicco
San Ferdinando di Puglia - come tante altre zone della regione - si è trovata ad affrontare sin dal mese di aprile una serie di calamità naturali - e non solo - che hanno danneggiato, ma soprattutto distrutto il comparto agricolo, settore principale del paese ofantino. I pescheti - in modo particolare - sono stati colpiti da una forte grandinata, da un vento eccessivo e dalla siccità. A tal proposito la Pro Loco di San Ferdinando - in collaborazione con l'Associazione "Viva San Ferdinando" - ha reso questa "ferita" la protagonista dell'edizione di Peschè 2026. Due giornate dedicate alla consapevolezza della bontà e dell'alta qualità dei prodotti agricoli sanferdinandesi nonostante la grandine li abbia resi poco 'attraenti' dal punto di vista estetico.

A questo proposito abbiamo chiesto a Lucia Angiulli - presidente della Pro Loco di San Ferdinando di Puglia - di parlarci meglio della consapevolezza nata durante l'evento di Peschè.

La gente ha avuto modo di raccogliere personalmente i frutti colpiti dalla grandine, quale è stata la reazione e quanta la partecipazione?
«Quest'anno Peschè si è avviata con un'iniziativa solidale tesa a sensibilizzare la comunità rispetto ai gravi danni prodotti dalla grandinata del 21 aprile. Il messaggio era chiaro: seppur segnate nella buccia, le nostre pesche mantengono inalterate qualità e bontà. Sulla base di questa idea abbiamo accompagnato un gruppo di cittadini, grandi e piccini, presso un campo, messo a disposizione da un'azienda del territorio, la Young Fruit, dove i segni della grandine erano particolarmente evidenti e abbiamo lasciato spazio ai sensi.

Si è trattato di una vera e propria esperienza sensoriale immersiva che ha coinvolto fortemente i partecipanti, in modo particolare i bambini, che hanno potuto godere di un momento a stretto contatto con la natura, hanno potuto vivere in maniera diretta l'esperienza della raccolta e hanno compreso che, oltre la buccia danneggiata, il tripudio di sapori ed odori era rimasto inalterato. Ad allietare la giornata, anche una merenda a base di pesca per celebrare il nostro prodotto principe, dal forte valore identitario per una comunità, la nostra, che intorno al lavoro dei campi ha costruito sé stessa».

Durante l'Agritalk cosa è stato evidenziato sul prodotto agricolo del territorio e soprattutto sulle conseguenze della grandine?
«L'Agritalk, egregiamente condotto da Emma Ceglie, conduttrice Tv , ha rappresentato un momento di crescita collettiva, offrendo spunti di riflessione sul comparto e su quelle che possono essere eventuali nuove prospettive di sviluppo. Illustri relatori appartenenti al mondo della ricerca sperimentale, della scuola, del comparto di tutela contro le avversità naturali hanno illustrato alla platea scenari presenti e prospettive possibili per un'agricoltura che sappia sempre più valorizzare le grandi risorse del territorio. Molte sono le problematiche che affliggono il settore, dalla carenza d'acqua, alle calamità naturali, alla concorrenza internazionale, ma il nostro territorio è 'vocato' storicamente all'agricoltura, sin dalla nascita del nostro paese e da questa consapevolezza deve trovare le risorse per confermare un dato che per noi è certezza: le nostre pesche, la nostra frutta, in generale, è un tesoro prezioso da valorizzare e da tutelare, anche attraverso soluzioni innovative e proposte di diversificazione colturale che possano rispondere alle esigenze di mercato.

Di grande impatto è stata anche la testimonianza di Marco Demichele con IlTuoAlberoDaFrutto, che ha mostrato come i social network possano diventare uno strumento potentissimo per l'adozione a distanza degli alberi e per promuovere la filosofia delle produzioni 'brutte ma buone'».

Durante questi eventi sono nati consigli o iniziative per sostenere l'agricoltore colpito da queste calamità naturali?
«Certamente, e questo è uno degli aspetti più belli emersi da Peschè 2026: non ci siamo limitati a constatare il danno, ma abbiamo tracciato una rotta concreta. Oltre alle idee innovative come l'adozione a distanza degli alberi fruttiferi — che crea un legame diretto e di supporto economico tra il consumatore e chi lavora la terra — è emersa con forza la necessità di fare rete.

Dagli interventi dei relatori è arrivato un invito chiaro: investire sulla diversificazione colturale e su strumenti di difesa attiva e moderna contro le avversità naturali. Ma il sostegno più immediato può giungere da parte di noi cittadini. L'iniziativa 'Pesche solidali' con la raccolta diretta nei campi ha dimostrato che la comunità risponde presente quando viene chiamata a sostenere i propri produttori. Comprare la frutta danneggiata nella buccia ma perfetta nel cuore significa difendere il reddito dei nostri agricoltori e preservare il futuro economico e identitario del nostro paese».

Se dovesse riassumere in una frase il messaggio che si vuole trasmettere con questa edizione di Peschè, quale sarebbe?
«Semplice: la Pesca rappresenta per noi un bene prezioso, il nostro oro. In questo momento storico particolare risulta 'ferito', ma resta pur sempre il nostro tesoro da preservare e valorizzare con orgoglio».

Abbiamo chiesto inoltre a Davide Celentano – presidente Agricola Viva San Ferdinando - quale sia oggi il bilancio reale delle perdite nei pescheti e come sta impattando sul futuro degli agricoltori:

«A oggi, il quadro che emerge per i pescheti di San Ferdinando di Puglia è quello di una stagione tra le più difficili degli ultimi anni, segnata dalla combinazione di due fattori devastanti: la violenta grandinata del 21 aprile 2026 e la persistente carenza d'acqua che ha compromesso la qualità e la quantità della produzione.
Il bilancio reale parla di:
- Pescheti con danni estesi ai frutti, molti dei quali sono diventati invendibili sul mercato del fresco a causa delle lesioni provocate dalla grandine, pur mantenendo spesso intatte le qualità organolettiche.
- Perdite produttive superiori al 30% in vaste aree del territorio comunale. Proprio per questo la Regione Puglia ha richiesto al Ministero la declaratoria dello stato di calamità naturale, riconoscendo che l'intero territorio di San Ferdinando di Puglia ha superato la soglia prevista dalla normativa.
- Problemi irrigui che hanno aggravato una situazione già critica, riducendo pezzatura, resa e qualità dei frutti e aumentando i costi di produzione per le aziende agricole.

L'impatto sul futuro degli agricoltori va ben oltre il raccolto di quest'anno. Molte aziende si trovano ad affrontare: una forte riduzione del reddito; difficoltà nel sostenere i costi di gestione dei frutteti; il rischio di rinviare o rinunciare agli investimenti per il rinnovo degli impianti; crescente incertezza sulla sostenibilità economica della coltivazione del pesco in presenza di eventi climatici estremi sempre più frequenti.
In questo contesto è nata anche l'iniziativa "Peschè 2026 – L'Oro Ferito", promossa dalla Pro Loco e dall'Associazione Agricola Viva San Ferdinando di Puglia, con l'obiettivo di sensibilizzare cittadini e istituzioni e sostenere concretamente i produttori colpiti dalla crisi.

Il tema centrale oggi non è soltanto il risarcimento dei danni, ma anche la necessità di rafforzare le infrastrutture irrigue, migliorare gli strumenti di difesa contro gli eventi climatici estremi e garantire misure di sostegno che consentano agli agricoltori di continuare a investire nel futuro di una delle produzioni simbolo del territorio».
La 'pesca ferita' diventa la protagonista dell'edizione di Peschè 2026
La 'pesca ferita' diventa la protagonista dell'edizione di Peschè 2026
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